L’Umbria è la regione della spiritualità che trova una forma altissima di espressione nella musica. E settembre è il mese che più di ogni altro è ricco di concerti: si va dal Medioevo al barocco al contemporaneo. Un mix di classico e di Jazz che ormai da tempo è la colonna sonora di quella che a ragione è stata definita “la piccola regione della musica”.  Alle note, ormai in quasi tutte le rassegne, si aggiungono le parole: conferenze e spettacoli in forma di melologo. Quest’anno purtroppo non ci sarà Umbria Jazz a Terni. Dopo lo scontro di luglio con la Fondazione, durante il quale sono volate battute pesanti fra Bandecchi e Pagnotta, fu il sindaco ad annunciare che la rassegna saltava. CONTINUA A LEGGERE

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