La voragine che si è aperta dopo la frana (foto Stefano Scimiterna)

All’indomani della frana che ha causato un’ampia voragine sulla strada 418, via di collegamento tra il comprensorio dello Spoletino e l’E45 (all’altezza di Acquasparta), la Regione ha convocato con urgenza i sindaci dei due Comuni e la Provincia di Perugia, per definire il percorso operativo in un’ottica di rapida riapertura della battutissima strada, oltre che di contenimento dei disagi che da domenica gravano sugli abitanti di due frazioni montane della zona, Messenano e Firenzuola.

«In 7 giorni riapriamo a senso unico alternato» L’assessore Silvano Rometti, così come il vicesindaco di Spoleto Stefano Lisci, hanno assicurato il ripristino della viabilità, almeno con senso unico alternato, in tempi particolarmente rapidi, «circa sette giorni». Considerando l’ampiezza e la gravità della voragine, però, occorrerà capire le modalità d’intervento al vaglio, considerando che in questa fase i residenti della due frazioni per raggiungere la strada 418 transitano su un terreno di proprietà privata. Prima della voragine è stata organizzata anche la fermata degli autobus di Um che serve la zona e quelli del trasporto scolastico, che accompagnano a scuola gli alunni delle scuole elementari e medie di Baiano.

Capitani chiede lumi Sui disagi e le soluzioni ha chiesto lumi anche il consigliere provinciale del Pd Massimiliano Capitani che, attraverso un’interrogazione urgente, ha messo tra le ipotesi la realizzazione di una strada provvisoria, «considerando che i lavori di risistemazione dello smottamento potrebbero essere lunghi». In ogni caso, a margine del summit in Regione è stato assicurata: «La riapertura a senso unico alternato nell’arco di una settimana e l’avvio sono in corso verifiche da parte dei tecnici di Regione e Provincia per individuare le cause e definire le modalità di intervento per il consolidamento del terreno».

Approfondimenti geomorfologici Aspetto su cui ha posto l’accento il vicesindaco Stefano Lisci : «La problematica richiede, è ovvio, approfondimenti ulteriori e risorse ingenti che non possono esaurirsi con un solo intervento immediato. Serve, come hanno spiegato i tecnici intervenuti alla riunione, uno studio geomorfologico organico e rigoroso dell’area, di cui si è fatta carico la Regione, e che servirà per avere un quadro più preciso della situazione. Una misura preventiva fondamentale per evitare il ripercuotersi di situazioni di disagio»

 

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