di C.F.

«Reati di violenza domestica e di genere in costante aumento anche tra gli adolescenti». Così il procuratore generale di Perugia, Sergio Sottani, alla vigilia del Giornata internazionale contro la violenza sulle donne ha voluto sottolineare «l’attenzione operativa» delle tre Procura della Repubblica dell’Umbria, ossia Perugia, Terni e Spoleto, più quella dei minori di Perugia, a questa tipologia di reati, che definisce «una ferita aperta nel tessuto sociale».

L’Umbria nel 2025 detiene il pessimo primato di essere la terra in cui si è consumato il primo femminicidio: era il 5 gennaio quando la guardia giurata Daniele Bordicchia ha ucciso nell’abitazione di famiglia a Gualdo Tadino la moglie Eliza Stefania Feru, 29 anni, per poi suicidarsi. Meno di tre mesi dopo l’Umbria ha pianto la sua seconda vittima: il reo confesso Gianluca Nicola Romita, era il 26 marzo scorso, ha strangolato la moglie Laura Papadia, 36 anni, lasciandola priva di vita a terra nel loro appartamento di Spoleto. Nel giro di pochi giorni, siamo al 5 aprile, a Roma è stato trovato chiuso in una valigia il corpo senza vita della studentessa ternana Ilaria Sula, 22 anni, uccisa da Mark Samson, che pure ha ammesso di aver compiuto il delitto.

In questo quadro, fatto anche di centinaia e centinaia di denunce annualmente depositate, Sottani ha parlato del 25 novembre come di un «momento cruciale» che «ci ricorda quanto sia urgente rafforzare le politiche di tutela, mettere in rete le istituzioni, accelerare i processi e investire su cultura e formazione per dare una risposta sempre più coordinata, rapida, efficace e sensibile, non limitata alla pur doverosa e necessaria repressione penale».

Sul fronte penale il procuratore generale ha ribadito che «nel distretto umbro l’attività investigativa, l’organizzazione dei magistrati e il monitoraggio giudiziario sono stati intensificati». In particolare, «è stato attivato un sistema di vigilanza sui processi, che rileva dinamiche, ritardi e pratiche virtuose, senza interferire con l’autonomia dei singoli uffici: un modello che si è rivelato utile per orientare interventi più efficaci e consolidare buone prassi».

Ad esempio la Procura di Perugia ha «istituito un turno urgenze dedicato e tra luglio 2024 e giugno scorso sono stati iscritti 516 procedimenti di violenza di genere, con 109 misure cautelari richieste (prevalentemente allontanamenti o divieti di avvicinamento), e, nei casi di violazione, misure ancora più severe, fino alla custodia cautelare», ha detto Sottani, evidenziando che si è «fatto largo uso dell’incidente probatorio per accelerare le indagini e tutelare le vittime».

Analogamente anche la «Procura di Terni e a Spoleto hanno adeguato l’attività all’aumento dei casi: a Terni – ha spiegato Sottani – i procedimenti sono quasi raddoppiati negli ultimi due anni, con 459 iscrizioni e 149 richieste di misure cautelari nel solo periodo tra il 30 luglio 2024 e il 6 agosto scorso», mentre «a Spoleto la Procura ha aumentato da due a tre i magistrati specializzati, e nel periodo preso in esame si sono registrati 331 procedimenti da “codice rosso”, 40 casi di violenza sessuale e 86 di atti persecutori, con 42 misure cautelari ottenute».

Per Sottani, infine, anche i fascicoli aperti dalla Procura per i minorenni «segnalano come la violenza di genere si manifesti sempre più in relazioni affettive tra adolescenti, anche in forma psicologica e digitale», tant’è che «nel periodo considerato sono stati iscritti 96 procedimenti con un ascolto tempestivo della parte offesa in molti casi». Considerata la giovanissima età, l’attività della Procura per i minorenni «si combina – evidenzia Sottani – con un progetto culturale: serve una educazione emotiva, relazionale e digitale, per prevenire la violenza già nelle relazioni giovanili».

Numerosi, poi, i protocolli e gli accordi operativi anche in materia sottoscritti dalle Procura umbre nel tentativo di «rafforzare l’efficacia delle azioni giudiziarie e di promuovere una risposta coordinata e tempestiva a tutela delle vittime», come il Protocollo unico regionale del 2021, quello del 27 novembre 2023 dedicato alla “Costituzione della rete territoriale interistituzionale antiviolenza” e quello del 26 novembre 2023 “Libere di essere-Barbara Corvi” per «fornire una rete di supporto nei contesti di criminalità organizzata del territorio regionale, alle donne e ai minori, con l’obiettivo di garantire concrete alternative di vita». Dal 2018, infine, è attivo un Osservatorio sul linguaggio dei provvedimenti giudiziari, «nato per promuovere – ricorda Sottani – un linguaggio processuale rispettoso, non moralista, privo di stereotipi sessisti: una scelta che non è solo simbolica, ma essenziale per garantire dignità alle vittime in ogni fase del processo. Formazione, sensibilizzazione, tavole rotonde, come quella svoltasi a Spoleto nel maggio scorso, sono parte integrante di questo percorso».

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