Gestito dal reparto carabinieri biodiversità, il centro di recupero animali selvatici ed esotici Formichella, a Orvieto è stato violato. La struttura di proprietà del Demanio, ospita numerosissimi esemplari, alcuni dei quali rarissimi e provenienti da Paesi lontani. Si tratta di cervidi, ungulati, uccelli e molti altri, con criticità, oltre quelli sequestrati e confiscati. Una sorta di Arca di Noè dove due uomini del posto hanno recentemente ucciso e rubato un cervo femmina. Incensurati, l’uno 30enne, l’altro sulla 50ina, sono indagati per uccisione di animale e furto aggravato commesso con violenza in area demaniale. Per risalire ai responsabili del delitto, si sono rivelate indispensabili alle forze dell’ordine competenti, le fototrappole installate in zona; si tratta di un’area di oltre 120 ettari. L’animale era ospitato, insieme ad altri quattro, in una superficie recintata di circa 3 mila metri quadrati, poco distante dalla sede del centro. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e reso noto nel corso di una conferenza stampa, approfittando della momentanea lontananza degli operatori in divisa che gestiscono il centro e dell’impossibilità dell’animale di fuggire, uno dei due uomini, residente a San Venanzo, ha scavalcato la recinzione e, una volta dentro, ha abbattuto il cervo provocando agitazione negli altri esemplari. Nel pomeriggio, poi, è tornato con il complice, residente ad Orvieto, per prelevarlo e trascinarlo a valle per un lungo tratto, utilizzando delle cinghie, oltre la recinzione esterna, fino ad una radura appena fuori dell’area demaniale, accessibile con fuoristrada. L’esame delle immagini delle fototrappole e le perquisizioni domiciliari hanno portato al sequestro di cinghie e campioni di carne congelata sui quali sono in corso accertamenti.

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