di Daniele Bovi
Intascava denaro dagli automobilisti, che così credevano di aver pagato quanto dovuto. È per questo che la Procura regionale della Corte dei conti dell’Umbria ha chiesto, mercoledì, la condanna di un 38enne vigile urbano del comando di Assisi al pagamento di 10.410 euro. L’uomo finì agli arresti domiciliari nel maggio dell’anno scorso, quando i carabinieri scoprirono che l’agente intascava denaro dagli automobilisti che non venivano multati; questi ultimi consegnavano ‘brevi manu’ i soldi all’uomo, credendo così di aver pagato il dovuto. A segnalare tutto al Comune, che ha collaborato con i militari alle indagini, è stato un cittadino il quale aveva descritto «irregolarità nell’applicazione dei provvedimenti sanzionatori per violazioni al Codice della strada da parte del vigile».
Il caso La vicenda è finita ovviamente sui tavoli della giustizia ordinaria, tanto che nel novembre 2017 l’agente, assistito dall’avvocato Luigi Niccacci, ha patteggiato una condanna a un anno e otto mesi di reclusione. Le accuse erano truffa aggravata, tentata truffa e falso ideologico. Nel settembre del 2017 il Comune aveva provveduto a sospendere dal servizio il vigile, riservandosi di procedere ulteriormente dal punto di vista disciplinare quando la sentenza sarà definitiva. Mercoledì, quando il caso è approdato di fronte alla magistratura contabile, il procuratore Antonio Giuseppone formulando la richiesta di condanna ha parlato di 10 multe da 41 euro ognuna; 410 euro dunque ai quali vanno aggiunti 10 mila euro come danno d’immagine. Per il vigile, che non si è costituito in giudizio, la sentenza arriverà a breve.
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