Aziz in aula

di Massimo Colonna e Chiara Fabrizi

Trent’anni per l’omicidio volontario di David Raggi. Questa la richiesta formulata in aula dal sostituto procuratore Raffaele Pesiri che di fronte al gup Simona Tordelli ha chiesto la condanna di Amine Aassoul, detto Aziz, il giovane che la drammatica notte del 12 marzo ha strappato barbaramente David alla sua vita, alla famiglia che amava più di ogni altra cosa e a tutti i suoi amici.

La rabbia degli amici di David: video
L’arrivo di Aziz in tribunale: fotogallery

Aziz parla in aula: «Non ricordo niente, scusate» Il marocchino detenuto a Spoleto, dove sta scontando anche un cumulo di pene per scorribande violente compiute in tutto il Centro Italia, ha preso la parola in aula. Capelli corti, maglia scura con su scritto Chicago e un brevissimo intervento per dire: «Non ricordo niente, se ho commesso mi scuso». Troppo poco per gli affetti di David che martedì mattina quando hanno visto il mezzo blindato della penitenziaria spuntare in tribunale hanno gridato e insultato Aziz. Attimi di tensione che ancora una volta è stato Diego Raggi, fratello di David, a sedare con le parole e la forza di cui ha già ampiamente dato prova.

Parla l’avvocato della famiglia Raggi: il video
TUTTO SULL’OMICIDIO DI DAVID RAGGI

Difesa e parti civili Il gup Simona Tordelli si è ritirata in camera di consiglio per la sentenza che verrà letta intorno alle 15 al termine procedimento con rito abbreviato, richiesto dall’avvocato Giorgio Panebianco che assiste l’assassino. Proprio il legale della difesa, che all’uscita dall’aula non ha voluto rilasciare dichiarazioni, ha lasciato solo intendere di aver sostenuto che non si trattò di omicidio volontario ma preterintenzionale, che per il computo della pena vorrebbe dire uno sconto sostanzioso. Ma a questo proposito l’avvocato Massimo Proietti, che assiste la famiglia Raggi, ha voluto ricordare le parole scritte nell’ordinanza dal gip Maurizio Santoloci, che aveva definito l’assassino «una macchina da guerra criminale, dotato di crudeltà senza limiti». Tra le parti civili il gup ha acconsentito anche alla costituzione del Comune di Terni. Aziz è anche imputato per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

 Seguono aggiornamenti

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3 replies on “Omicidio Raggi, accusa chiede condanna a 30 anni per assassino e lui: «Non ricordo niente, scusate»”

  1. non ricordo niente scusate, dice????????????????????????????Ma di che vuole farsi scusare??????????????????????? e’ un crudele assassino!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ergastolo e al paese suo, dove gia’ doveva essere da molto tempo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. «Non ricordo niente, se ho commesso mi scuso». Il “se” è completamente fuori luogo e dà l’idea dell’indifferenza e della mancanza di empatia per la vittima, per la famiglia della vittima e per tutti i ternani che potevano trovarsi al posto di Raggi,. Un figlio, un padre, una persona qualsiasi sarebbe stata uccisa per il solo fatto di trovarsi lì in quel momento, è inammissibile , inaccettabile, invece di disperarsi e implorare un impossibile perdono, usa il condizionale, come a dire forse dimostrerò che non sono stato io o me la caverò con meno anni, e di questo sono sicuro anche io purtroppo.

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