Una delle scritte sul palazzo delle Poste

Sono comparse nella notte tra mercoledì e giovedì: scritte di vernice rossa con pesanti offese al sindaco Wladimiro Boccali, il Papa e la polizia che hanno imbrattato buona parte del centro di Perugia. Indagano polizia, polizia municipale e carabinieri, che hanno già preso un 21enne.

Le scritte ingiuriose Insulti al primo cittadino, ma anche al Papa e l’ormai famoso acronimo Acab (all cops are bastards). E poi la frase «Perugia è antifascista». Il centro di Perugia giovedì mattina si è trovato con il salotto buono completamente imbrattato di scritte vergate con bombolette spray rosse. La firma in calce una stella a cinque punte. Le scritte si trovano da piazza Matteotti all’angolo con via Baglioni lungo i muri del palazzo delle Poste a risalire fino a piazza Danti, come gli autori avessero segnato il tragitto della loro «notte brava».

Preso un 21enne Eun responsabile è già stato individuato e denunciato. I carabinieri del Nucleo radiomobile, nel corso della notte appena trascorsa, sono intervenuti in Piazza IV Novembre a seguito di segnalazione di un privato cittadino e hanno sorpreso F. M.,  perugino, classe 1988, alle 3.20 in via Calderini intento ad imbrattare con tre bombolette di vernice spray di colore rosso, le pareti di alcuni edifici del centro storico. Per  lui è scattata la denuncia a piede libero per il reato di cui all’art. 639 comma 2 del codice penale che punisce la violazione commessa da colui che deturpa o imbrattata cose altrui. Il 21enne, già conosciuto per i diversi precedenti di polizia, gravato da Daspo, non ha dato alcuna giustificazione circa il suo comportamento. Il tempestivo intervento dei militari è stato pubblicamente riconosciuto da alcuni cittadini residenti in quella zona che hanno commentato l’accaduto con parole di apprezzamento.

Immagini dalla telecamere Al di là della rimozione delle scritte, che avverrà a breve, sull’episodio di vandalismo continuano comunque a indagare tutte le forze dell’ordine. Di sicuro saranno esaminate le numerose telecamere a circuito chiuso disseminate nel centro di Perugia. Le scritte farebbero pensare a gruppi di estrema sinistra, ma al momento nessuna ipotesi viene scartata. Il dato di fatto è che se sfregio c’è stato, più che ai personaggi oggetto degli insulti, ha arrecato danno alla città.

Condanna del vicesindaco «Sono state già mobilitate le forze dell’ordine perché venga aperta una indagine sul grave atto di vandalismo che è stato compiuto ieri ai danni dell’intera collettività. Le scritte sulle mura del centro storico infatti danneggiano il patrimonio storico artistico e architettonico della città e l’immagine stessa di Perugia. Una città da sempre civile e accogliente»: il vicesindaco Nilo Arcudi annuncia azioni dure per chi commette questo tipo di reato. «Saranno intensificati i controlli e previste misure deterrenti più restrittive». Intanto, «con le forze dell’ordine stiamo verificando se, attraverso il sistema di videosorveglianza del centro storico, è possibile individuare i responsabili del grave atto». Nel frattempo, il personale del Cantiere comunale è già al lavoro per ripulire le scritte, ma «serviranno diversi giorni, visto che le scritte sono piuttosto diffuse».

Atto deplorevole Per il vicesindaco, «imbrattare le mura antiche della città è un atto deplorevole e lo è ancor più quando le scritte hanno natura politica. I luoghi per confrontarsi, per discutere sono altri. Il Comune è sempre aperto al dialogo e lo fa costantemente, anche attraverso le numerose assemblee che vengono proposte sul territorio». Arcudi ribadisce con forza che «non è questo il clima che vogliamo per Perugia, una città nota in tutto il mondo per i suoi messaggi di pace e di solidarietà, per la tolleranza e l’accoglienza; Perugia è la città della non violenza e vogliamo che tale rimanga. Le scritte – fa notare poi il vicesindaco – hanno anche un altro impatto negativo sulla città: la pulizia delle mura ha un costo che ricade su tutti i cittadini. Sono risorse, importanti, che vengono sottratte dal bilancio, che vengono tolte da settori strategici del nostro vivere. Risorse preziose in una fase economica delicata, in un momento in cui il governo taglia ulteriormente finanziamenti e impone nuove restrizioni».

60 mila euro l’anno Di fatto, il Comune di Perugia per eliminare quelle scritte, ogni anno investe circa 60.000 euro. «Già nei mesi scorsi – dice Arcudi – siamo intervenuti per ripulire dalle scritte altri muri, e di recente sono state ripulite le scritte che hanno imbrattato Piazza dell’Università, Via XIV Settembre e Via Bontempi. Risorse che potrebbero essere destinate a incrementare i servizi alla persona. Continueremo a vigilare – conclude Arcudi – perché il fenomeno delle scritte vada scomparendo, intensificheremo i controlli e contemporaneamente invitiamo i cittadini a collaborare con il Corpo di Polizia Municipale, segnalando eventuali casi».

3 replies on “Vandali imbrattano il centro di Perugia: scritte contro Boccali, il Papa e la polizia. Preso un 21enne”

  1. Quel “ti schifa” mi fa pensare che non sono perugini…poco cambia ma almeno sarebbe bello pensare che dei perugini non imbratterebbero mai la propria città!!

  2. Episodio deplorevole, veramente da ripudiare . Ma questi ragazzi cosi presi dall’odio: non hanno altro altri mezzi e/o alternative per dimostrare il loro dissenso verso le autorità? Eppure ce ne sono. Lottare con dignità per ottenere giustizia e far rispettare i propri diritti sembra, al giorno d’oggi… una scuola d’altri tempi!

  3. Episodio da condannare, ma pare faccia notizia più per il contenuto delle scritte, ingiurioso nei confronti del sindaco, che per il fatto in sè. Ben più gravi altre scritte comparse in passato e a lungo non cancellate su mura etrusche e su portali settecenteschi, che ahinoi sono rimaste lì per mesi prima di essere rimosse, forse perché non hanno fatto notizia. E sempre in tema di scritte, perché i nostri amministratori non si fanno un giretto sotto la Loggia di Fortebraccio? Addirittura la Petra Iustitiae è imbrattata. Nulla da togliere al Palazzo delle Poste, ma forse è più urgente ripulire delle scritte una Loggia rinascimentale.

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