di En.Ber.
Skype entra nelle quattro carceri dell’Umbria per facilitare le relazioni familiari dei detenuti con figli, genitori o coniugi garantendo allo stesso tempo le loro esigenze affettive. E’ quanto prevede una circolare del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che dopo aver valutato l’esperienza dei progetti-pilota avviati in alcuni istituti ha deciso di estendere su scala nazionale l’installazione e l’utilizzo della piattaforma di telecomunicazioni. I pc verranno dunque installati nelle prossime settimane negli istituti penitenziari di Perugia, Terni, Orvieto e Spoleto. Sono consentiti fino a sei video-colloqui al mese per non più di un’ora e sotto controllo da remoto. Prima di poter attivare il collegamento, chiaramente, i reclusi avranno bisogno del nulla osta: ai condannati con sentenza definitiva dovrà essere concesso dalla direzione, gli imputati (ossia coloro che hanno processi in corso) invece dovranno ricevere l’ok dalla magistratura. Per il momento i detenuti, dietro autorizzazione, hanno la facoltà di poter telefonare – sempre dietro autorizzazione – per pochi minuti ai propri familiari.
I video-colloqui Sono 400, in totale, i computer che verranno distribuiti negli istituti italiani. Grazie all’utilizzo delle tecnologie informatiche e di Internet – si apprende – i detenuti potranno avere contatti più agevoli con figli, genitori o coniugi alleggerendo il peso di spostamenti, attese e incontri all’interno delle strutture penitenziarie. A beneficiarne saranno, in particolare, i bambini che hanno genitori in carcere con i quali potranno avere contatti audio-visivi rimanendo in casa. La normativa – rende noto il ministero della Giustizia – prevede che non tutti i detenuti potranno beneficiare di questa possibilità: sono esclusi i detenuti al 41 bis. Accanto alla finalità affettiva risulta fondamentale, infatti, che tutto si svolga nella massima sicurezza.
