Forestale

35 chili di tartufi confiscati e poi donati a ospizi, orfanotrofi e mense. 65 multe per 55.874,75 euro. Sono questi i risultati dei controlli effettuati dal corpo forestale dello Stato in materia di raccolta e commercializzazione di tartufi in Umbria. L’indagine ha riguardato tutta la filiera: dal cercatore/raccoglitore, che munito di tesserino di idoneità, rilasciato dopo il superamento di apposito esame, rappresenta il punto di partenza di tutte le attività successive, per arrivare fino alle ditte di lavorazione e confezionamento del prodotto che poi viene distribuito sia alle catene della grande distribuzione (supermercati) sia alle rivendite al dettaglio.

La normativa L’attività di controllo nel settore aveva la finalità di verificare il rispetto delle prescrizioni previste dalla specifica normativa nazionale e regionale per esercitare l’attività di raccolta del tartufo nonchè il rispetto delle norme in materia di etichettatura, tracciabilità e presentazione al consumatore delle diverse specie di tartufo presso le rivendite al dettaglio e la grande distribuzione. Nello specifico, per il prodotto commercializzato fresco, il comune cittadino dalla lettura delle indicazioni obbligatorie presenti in etichetta o su cartellino deve essere in grado di conoscere specie e luogo di raccolta; per il tartufo conservato deve essere in grado di conoscere la ditta che ha confezionato il prodotto, la località dove ha sede lo stabilimento, la denominazione e la classificazione, in recipienti ermeticamente chiusi.

I risultati I controlli in ambito regionale svolti fino alla data del 31 agosto, che coincide con la fine del periodo di raccolta del tartufo estivo, hanno dato gli esiti di seguito riportati distinti per provincia. In totale stati eseguiti in regione 820 controlli, in 65 casi sono risultate violazioni di legge sanzionate amministrativamente che hanno portato ad elevare 65 verbali. Tra le infrazioni più frequenti in fase di raccolta sono state accertate: raccolta in epoca di divieto, ricerca tartufi con più di due cani e mancato pagamento della tassa regionale. In fase di commercializzazione: la mancata classificazione del prodotto confezionato, la vendita di prodotto fresco privo di cartellino con le indicazioni obbligatorie, la mancanza di tracciabilità del prodotto, in un caso, nell’area della cascata delle Marmore, è stata accertata la vendita ambulante in assenza di autorizzazioni. Sono stati effettuati sequestri di prodotto fresco e confezionato per complessivi 35 kg confiscati e successivamente donati a ospizi, orfanatrofi e mense per indigenti.

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