Il carcere di Capanne foto Fabrizio Troccoli

Si era rifatto una vita, ma quella macchia nel passato non gli ha lasciato scampo. Così mercoledì, gli agenti della sezione “Criminalità organizzata” della squadra mobile di Perugia lo ha tratto in arresto, in esecuzione di un provvedimento di cattura. S.T., albanese 19enne, paga un fatto avvenuto qualche anno fa, quando era ancora minorenne e nel suo paese di origine, si rese responsabile, insieme con alcuni suoi connazionali coetanei, di un furto di ferraglia, prelevato da un’azienda della sua città.

Il trasferimento Dopodichè, abbandonate le cattive frequentazioni albanesi, si era trasferito in Italia dove, ottenuto un regolare permesso di soggiorno, aveva trovato lavoro in un’azienda di Umbertide, dove lavora come operaio. Nonostante il furto sia l’unico episodio “negativo” nel passato del giovane immigrato, però, la giustizia albanese, nel frattempo, ha fatto il suo corso, ed il Tribunale di Elbasan, nel settembre 2014, ha decretato la condanna, a carico del ragazzo, a 6 mesi di reclusione per il furto.

Arresto La sentenza, allegata a una richiesta di estradizione indirizzata è arrivata al ministro della Giustizia italiano e, con provvedimento del 14 febbraio 2016, la Corte di appello di Perugia ha accolto favorevolmente tale istanza. E’ stato quindi emesso un provvedimento cautelare con il quale il 19enne è stato tratto in arresto e associato presso un istituto di pena, in attesa dalla consegna alle autorità albanesi.