Un contatore dell'acqua

Non sono stati «né errori né vizi di procedura da parte di Umbra Acque», bensì una perdita dell’impianto a causare la maxi-bolletta da 20 mila euro recapitata nei giorni scorsi ad un cittadino di Umbertide. Una bolletta «conseguita a consistente perdita dell’impianto interno dell’utente», appurata dai tecnici della società e poi «prontamente segnalata» all’interessato una volta accertati consumi decisamente troppo alti rispetto a quelli consueti. L’acqua quindi, anche se involontariamente, è stata effettivamente consumata e quindi così come scritto nel regolamento di gestione (articolo 32, quello che norma anche le «dispersioni non dovute a dolo o negligenza dell’utente»), il malcapitato può usufruire di uno ‘sconto’ del 50% e anche di un pagamento fino a 12 rate.

Regolare addebito «Si tratta quindi di regolare addebito di un consumo che pur involontario – spiega sempre Umbra Acque – è stato prodotto per una perdita nell’impianto di proprietà dell’utente, cui espressamente competono sia verifiche, manutenzioni e riparazioni delle condotte idriche a valle del contatore, sia il dovere di verifica periodica del contatore, al fine di individuare eventuali anomalie del suo funzionamento (escluse nel caso di specie) e, in particolare, eventuali perdite occulte nell’impianto interno (poi effettivamente accertate)».

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