di Fra. Mar.

Era iscritta a medicina all’università di Perugia Stefania, la figlia 38enne del 72enne Riccardo Chiurco, il cui cadavere è stato trovato fatto a pezzi e nascosto in degli scatoloni nella loro casa di Trebisacce a Cosenza. La macabra scoperta è stata fatta mercoledì pomeriggio da vigili del fuoco e carabinieri che hanno raggiunto la casa della vittima e della figlia dopo essere stati allertati da altri parenti. Dopo il ritrovamento, la figlia, che ultimamente aveva presentato la rinuncia agli studi, è stata ascoltata a lungo e poi fermata.

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L’antecedente  Nelle ultime due settimane fratelli e nipoti della vittima , un insegnante in pensione, avrebbero provato a contattarlo ma senza esito. Ogni volta la figlia, che era tornata a casa dal padre per Natale e non aveva ancora atto ritorno a Perugia, avrebbe giustificato la cosa in modo diverso. Quando però dal loro appartamento ha anche iniziato a filtrare un tremendo  odore, un pensiero altrettanto tremendo ha attraversato la mente di chi lo ha sentito. E infatti il corpo di Riccardo Chiurco è stato trovato fatto a pezzi e chiuso in alcuni sacchi con calce e borotalco, a loro volta nascosti in degli scatoloni sigillati con lo scotch.

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Fermata la figlia   Nelle ore successive al ritrovamento del cadavere, gli inquirenti hanno a lungo setacciato anche tra i rifiuti per cercare altri pezzi del cadavere dell’anziano. Ad aprire la porta ai carabinieri è stata proprio la figlia della vittima. Avrebbe opposto un po’ di resistenza, chiedendo loro di esibire il mandato di perquisizione, ma alla fine ha ceduto e aperto. Dietro di lei l’orrore: secondo una primissima ricostruzione, l’omicidio potrebbe anche risalire a più di due settimane fa. Secondo parenti e amici padre e figlia litigavano molto spesso per la mancata laurea di lei.

Analogo delitto due anni fa a Perugia  Impossibile non tornare con la mente all’omicidio, avvenuto con analoghe modalità a Perugia due anni fa: Antonio Leandri, insegnante precario, da una vita in lotta col padre padrone, lo uccide con un colpo di martello alla testa e poi lo fa a pezzi. Alcuni li butta nella spazzatura e altri nella campagna umbra. L’omicidio viene scoperto proprio perché un ciclista si imbatte in un arto sfuggito ai cinghiali solo perché congelato.

Emulazione?  A poco più di due anni il parricida Antonio Leandri è stato già giudicato con due gradi di giudizio. Gli iniziali 16 anni di pena si sono ridotti a undici anni e quattro mesi in secondo grado. All’uomo non è stata riconosciuta alcuna infermità mentale. Chissà che l’omicidio avvenuto a Perugia non sia stato preso ad esempio

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