di Fra. Mar.

Un giorno di compleanno decisamente movimentato. Con qualche ora di libertà virtuale, ma di fatto neanche un minuto fuori dalle mura del carcere di Capanne. E’ andata così mercoledì per Federico Bigotti, il 21enne di Città di Castello arrestato per l’omicidio della mamma Anna Maria Cenciarini avvenuta il 28 dicembre scorso nella loro casa di Varesina.

Luminol E proprio nell’abitazione, mercoledì pomeriggio, si sono ritrovati inquirenti e difesa per il sopralluogo dei carabinieri del Ris che hanno effettuato anche la prova del luminol. Secondo quanto trapela, la verifica avrebbe dato esito negativo e quindi non ci sarebbero tracce di sangue cancellate, che altrimenti sarebbero emerse reagendo al luminol.

Sulla scena del delitto i militari del Ris, coordinati dal procuratore aggiunto Antonella Duchini e dal pm Carmen D’Onofrio, hanno controllato a lungo l’interno  e l’esterno dell’abitazione. Per verificare la possibile dinamica ipotizzata dall’accusa, già sostenuta dal preliminare di relazione autoptica in cui si dice che la moderata quantità di sangue trovata sia sul pigiama del ragazzo che nella cucina in cui Anna Maria è stata ammazzata è compatibile con la non rescissione della carotide.

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La scarcerazione virtuale Mercoledì per Federico Bigotti è stata una giornata particolarmente movimentata anche se lui, ai suoi legali non ha fatto particolari commenti, visto che sapeva che sarebbe finita così. Sapeva che probabilmente l’ordinanza di custodia cautelare sarebbe stata annullata per inefficacia della stessa dovuta ad un vizio procedurale, ma sapeva anche che, anche se fosse stato scarcerato, lo avrebbero nuovamente arrestato nel giro di pochissimo tempo. Talmente poco che dal carcere neanche è uscito. E già giovedì mattina potrebbe essere nuovamente sentito in interrogatorio di garanzia. E chissà se questa volta inizierà a parlare o continuerà sulla strada del silenzio.

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