La sede dell'Università per stranieri di Perugia

di Enzo Beretta 

I magistrati della Procura della Repubblica di Perugia chiedono di rinviare a giudizio l’ex direttore generale dell’Università per Stranieri Cristiano Nicoletti, l’allora responsabile per le relazioni internazionali Fabrizio Focolari e i due cinesi Yin Liu e Delong Zeng, rispettivamente titolare e agente per l’Italia dell’agenzia Grifone international culture communication limited con sede a Hong Kong, tutti indagati nell’ambito di un’inchiesta relativa alle iscrizioni degli studenti cinesi con i programmi Marco Polo e Turandot. Vengono tutti accusati di truffa.

Le carte Stando a quanto si legge nelle carte «inducevano in errore gli organi amministrativi e di controllo dell’Università per Stranieri circa l’avvenuto pagamento dei diritti di iscrizione procurando ai titolari delle agenzie cinesi un ingiusto profitto consistente nell’ottenimento del visto di ingresso e nel diritto a partecipare ai corsi dell’Ateneo per gli studenti dalle stesse agenzie rappresentati, con correlato danno per l’Università consistente nel mancato incasso dei medesimi diritto di iscrizione per un importo non inferiore a 3,9 milioni di euro nel periodo dal 2015 al 2019».

In aula il 4 ottobre Nel procedimento penale – appuntamento in aula il 4 ottobre davanti al giudice per l’udienza preliminare Margherita Amodeo – sono considerate persone offese l’Università per Stranieri e una ricercatrice che sarebbe stata chiusa a chiave in uno stanzino dall’attuale dg Simone Olivieri (fresco di rinvio a giudizio per l’affaire Suarez) questa volta accusato di violenza privata. Le avrebbe detto: «Mi serve un colpevole, non il colpevole». Olivieri ha provato a chiarire le contestazioni facendosi interrogare dai pm ma le accuse sono rimaste invariate. «Dopo aver ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari Olivieri ha chiesto di essere sentito dai magistrati – sono le parole dell’avvocato Francesco Falcinelli – durante il confronto ha messo in evidenza alcune contraddizioni ma soprattutto le ragioni sull’insussistenza della condotta che gli viene contestata. Rimaniamo fiduciosi del fatto che riusciremo a chiarire in udienza preliminare la vicenda che lo riguarda».

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