di Mau. T. e Fra. Mar.
E’ come se quel cordone ombelicale non si fosse mai spezzato. I destini di mamma Ilaria e del povero figlio di due anni, l’una al Santa Maria della Misericordia di Perugia, l’altro al Meyer di Firenze, sembrano uniti anche nell’attuale condizione di ‘limbo’ in cui si trovano e nelle possibilità di venirne fuori. Da un confronto tra i medici di entrambi i reparti emerge un quadro per cui, pur nell’approssimazione dettata proprio dalla condizione di imprevedibilità in cui si trovano i due pazienti, sembrano entrambi nelle stesse condizioni. Coma farmacologico e situazione stazionaria, per entrambi. Nelle ultime ore né miglioramenti, né peggioramenti.
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Due ospedali Ma Firenze e Perugia sono anche i terminali di un viaggio, tra un capezzale e l’altro, che i poveri nonni, i genitori di «Ilarietta» mercoledì sera compiono per la quarta volta dallo sbarco dalle Canarie di lunedì scorso. Mercoledì sera, appena appresa la possibilità di fare in tempo per parlare con i medici della rianimazione del Meyer i due, hanno lasciato l’ospedale perugino e si sono diretti immediatamente e nuovamente nel capoluogo toscano, in automobile. Viaggi della speranza certo. Ma sia a Firenze che a Perugia hanno la possibilità di potere stare al capezzale del nipotino e della figlia, grazie al progetto ‘Rianimazione aperta’ a cui i reparti hanno aderito. Hanno bisogno di sapere, di conoscere, di cogliere anche un solo soffio di speranza, questi nonni che sembrano avere la forza di due ragazzini. Insieme a loro, al capezzale del nipotino, ci sono anche i nonni paterni, i genitori di quel padre che, accecato dalla rabbia, ha fatto fuoco contro di loro.
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II corpo del padre Il cadavere di Riccardo Bazzurri invece, dopo un’ispezione cadaverica del medico legale Sergio Scalise, eseguita mercoledì nel primo pomeriggio, è stato restituito ai parenti. Il pubblico ministero Manuela Comodi che sta espletando le ultime formalità di rito prima dell’archiviazione del fascicolo per morte dell’indagato, ha richiesto in particolare gli esami tossicologici, per verificare se Riccardo Bazzurri, prima di fare fuoco contro la sua ex convivente e suo figlio, avesse assunto droga. Non è chiaro invece quando verranno celebrati i funerali del giovane padre suicida, forse venerdì nella chiesa parrocchiale di Villa Pitignano. I parenti della giovane mamma avrebbero manifestato la volontà di non parteciparvi.
Incredulità Riccardo era molto conosciuto in paese, e quello che nessuno si spiega, è come abbia potuto sparare a quella creatura per cui stravedeva. Lo chiamava «la luce dei miei occhi», era premuroso e affettuoso verso il bambino. Certo era un uomo impetuoso, e geloso della sua Ilaria, forse anche morboso negli ultimi periodi, e minaccioso, ma nessuno mai poteva pensare un epilogo tanto tragico come quello che le famiglie dei due giovani stanno vivendo. Gli amici della ex coppia dicono che Ilaria aveva timore di Riccardo ultimamente, e che, per evitare piazzate da parte sua, cercava sempre di rispondergli al telefono. Domenica scorsa non lo ha fatto. Lui è uscito di casa e l’ha seguita. Ha aspettato che scendesse da casa dell’amica Ilaria, l’ha affrontata, e poi, con la pistola che deteneva regolarmente, le ha sparato contro a bruciapelo.
