di Daniele Bovi
«Alla fine mi sono meravigliato: il numero di errori è minimo». Parola del vicepresidente di Dogre Armando Greco, ovvero il numero due della società a cui il Comune di Perugia ha affidato il censimento e la riscossione della Tosap, la famigerata tassa per l’occupazione delle aree pubbliche che da marzo a oggi ha innescato in città un mare di polemiche e proteste da parte dei cittadini.
I controlli La fase di controllo avviata nei mesi scorsi sui 7549 ricorsi presentati dai cittadini (su un totale di 14956 «avvisi bonari» spediti ai perugini appena dopo le regionali di marzo) terminerà entro la fine di questa settimana. Sulle scrivanie della società di Greco infatti sono rimaste «appena» 300 pratiche. Una volta ultimata questa fase partiranno verso le cassette della posta dei cittadini le risposte della società in cui si dirà se e cosa si dovrà pagare. I punti sui quali si sono concentrati i ricorsi dei cittadini riguardano perlopiù la tipologia del passo (66 per cento). Poi vengono le questioni sulla comproprietà e le contestazioni sulle misure dei passi.
Cosa dice il contratto Secondo il contratto tra il Comune e la società di Greco, i controlli sulle migliaia di recriminazioni dei cittadini spettano proprio alla società tarantina, mentre Palazzo dei Priori, come ribadito in sede di Commissione Controllo nel luglio scorso, può solo verificare se l’istruttoria condotta da Dogre rispetta o no i termini contrattuali. Un punto sulla situazione con numeri più precisi verrà fatto tra una decina di giorni negli uffici dell’assessorato alla Mobilità guidato da Roberto Ciccone. Ad oggi a palazzo Grossi sono arrivate circa quattromila pratiche, che sono state vagliate tramite un’estrazione a campione per verificare eventuali errori di compilazione. Entro la fine della settimana arriveranno i restanti faldoni.
