Il giudice di Perugia ha ammesso alla messa alla prova il 53enne accusato di avere colpito la figlia di 12 anni in due diversi episodi avvenuti a Perugia. Il primo risale al 31 marzo 2023, all’interno di una scuola media, il secondo al 9 agosto 2024, nei pressi della fermata dell’autobus vicino al McDonald’s di San Sisto. L’uomo svolgerà per alcuni mesi lavori socialmente utili presso l’ufficio ipovedenti e dovrà versare complessivamente 2.500 euro alla madre della ragazzina. Il procedimento resta sospeso per la durata del programma.
Le accuse La vicenda era approdata davanti al giudice dopo la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura di Perugia. Al 53enne vengono contestati l’abuso dei mezzi di correzione o di disciplina e le lesioni personali aggravate.
A scuola Il primo episodio, come detto, sarebbe avvenuto all’interno di una scuola media. Secondo l’accusa, dopo avere saputo che la figlia era stata sorpresa nel bagno dell’istituto a realizzare video per TikTok nei quali «mostrava il suo intimo», il padre l’avrebbe colpita con due schiaffi alla nuca. Il fatto sarebbe avvenuto alla presenza del dirigente scolastico e di una docente.
La mortificazione Nel corso delle indagini il dirigente scolastico aveva riferito di avere percepito quel gesto non come un’aggressione ma come la reazione di un padre che si era sentito «mortificato» dalla situazione in cui era stata coinvolta la figlia. Una ricostruzione analoga era stata fornita anche da un’altra professoressa presente, che aveva descritto il 53enne come un padre presente, intervenuto dopo la convocazione della scuola e alle prese con le difficoltà legate al comportamento della ragazza.
Alla fermata La seconda contestazione riguarda invece quanto sarebbe accaduto nell’agosto 2024 nei pressi della fermata dell’autobus vicino al McDonald’s di San Sisto. La ragazza avrebbe rifiutato di salire subito in macchina con il padre. Secondo la ricostruzione della Procura il 53enne l’avrebbe presa per un braccio, afferrata per i capelli e colpita con uno schiaffo, per poi sbatterle per almeno due volte la testa contro il palo della pensilina. Alla minorenne furono diagnosticate «contusioni multiple» e un «trauma cranico lieve», con sette giorni di prognosi.
La difesa L’uomo è assistito dagli avvocati Pietro Surace e Francesco Melia. La madre della ragazzina, costituita parte civile, è assistita dall’avvocata Giada Guanciarossa. Con l’ammissione alla messa alla prova il giudice ha disposto il programma che prevede l’attività socialmente utile e il versamento complessivo di 2.500 euro alla donna.
