di Chiara Fabrizi
«Matteo la nostra gente non lascia la sua terra nonostante la distruzione, qui c’è grande dolore e sofferenza. E ora con questa nuova immensa emergenza dobbiamo fare in fretta, dovete abbattere gli ostacoli per far rifiorire questa montagna». Le parole potranno anche essere diverse, ma di certo è questa la sostanza del messaggio che anche il vescovo Renato Boccardo ha più volte consegnato in questi ultimi tre giorni giorni al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che martedì è stato a Preci.
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Vescovo e premier amici da venti anni I due sono legati da un rapporto profondo nato venti anni fa, quando Renzi era un boy scout e monsignor Boccardo, semplicemente don Renato. Negli anni il vescovo di Spoleto-Norcia è diventato il riferimento spirituale del premier e poi della moglie Agnese, anche lei martedì tra gli sfollati di Preci. Nel boschetto di fronte alla Madonna della Peschiera, transennata dopo i terremoti, la first lady si è allontanata dal marito, ha parlato a lungo con gli anziani, le mamme e i bambini. Li ha incoraggiati e abbracciati. «Dov’è Agnese?» ha più volte chiesto Renzi che poi ha rivelato ai presenti, tra cui il commissario per la ricostruzione Vasco Errani, di come il vescovo Boccardo sia stato il primo a sapere della decisione di sposare Agnese, prima ancora che le famiglie dei due fossero informate delle nozze. Il legame con don Renato è profondo a tal punto che è stato il proprio vescovo di Spoleto a celebrare il battesimo dei figli del premier e di Agnese, coi quali ha contatti regolari. Non stupisce, dunque, che la sera del 26 ottobre Renzi abbia chiamato anche il vescovo per chiedergli come stava e quindi conoscere il morale della popolazione.
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L’appello di don Renato Con le immagini della chiesa di Campi rasa al suolo e l’abbazia di Sant’Eutizio crollata, i contatti tra i due si sono fatti più intensi fino al terribile terremoto di domenica mattina, che ha buttato giù dal letto mezza Italia e seminato distruzione tra Norcia, Cascia e Preci. Monsignor Boccardo anche al presidente del Consiglio, come fatto più volte coi giornalisti, avrebbe raccontato il dolore trovato domenica mattina nelle frazioni di Campi e Ancarano di Norcia e nella piccola Preci, ma anche la tenacia di questa gente che non abbandona la sua terra neanche quando ribolle. Anche per la testimonianza vera e diretta della drammaticità della situazione fornita dal vescovo, da domenica sempre presente nelle zone colpite dal sisma, Renzi è arrivato in Umbria per la celebrazione degli Ognissanti. La speranza è che nel nuovo decreto del governo atteso per venerdì ci sia quel pacchetto di misure necessarie a rimuovere gli ostacoli burocratici che incredibilmente complicano la gestione dell’emergenza, dalle progettazioni fino alle gare previste anche per consegnare le stalle agli allevatori.
@chilodice
