Un parco eolico

La giunta regionale ha deliberato l’avvio del procedimento di riesame in autotutela del silenzio assenso sul progetto del parco eolico “Phobos”.

Sulla “vicenda Phobos” – il progetto prevede 7 aerogeneratori, di cui 3 nel territorio del comune di Castel Giorgio e 4 nel territorio del comune di Orvieto -, iniziata nel 2021 e oggetto di vari atti nel corso degli anni, «l’amministrazione regionale – si legge in una nota – guidata da Stefania Proietti, da quando si è insediata, ha lavorato per evitare la costruzione di un impianto che avrebbe un impatto devastante per il paesaggio umbro. Il progetto era stato infatti autorizzato grazie a un silenzio assenso espresso dalla Regione Umbria prima dell’insediamento dell’amministrazione Proietti, e con delibera della presidenza del consiglio dei ministri».

Pur prendendo atto delle ultime decisioni dei giudici amministrativi (Tar e Consiglio di Stato hanno bocciato i ricorsi dell’amministrazione Proietti contro l’impianto Phobos), la giunta regionale «ribadisce ancora una volta e coerentemente di seguire il “modello umbro” per la transizione energetica che non è di contrarietà alle energie rinnovabili ma sempre e comunque di rispetto dell’ambiente, dei territori e del paesaggio».

La giunta regionale auspica che, a questo punto, «anche il Governo faccia la propria parte e proceda a rivedere “in autotutela” la delibera di approvazione della Via (Valutazione impatto ambientale) avvenuta in Consiglio dei Ministri, azione questa ritenuta urgente senza cui ogni sforzo della Regione Umbria potrebbe risultare vano».

«L’avvio del procedimento di autotutela – scrivono il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, e l’assessore all’Ambiente, Andrea Sacripanti – rappresenta oggi un passaggio importante perché consentirebbe di riesaminare nel merito elementi che, come ha evidenziato anche la sentenza del Tar, non erano stati affrontati per ragioni formali legate alla formazione del silenzio-assenso. Ribadiamo la piena disponibilità del Comune di Orvieto a collaborare con la Regione Umbria mettendo a disposizione contributi tecnici, amministrativi e giuridici utili a supportare le prossime fasi del procedimento». 

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