Il Consiglio dei ministro ha approvato, «salvo intese», il nuovo decreto legge sul terremoto promesso dopo il sisma. Il provvedimento, spiegano fonti di governo, è sottoposto a una ultima «limatura» in vista della pubblicazione che avverrà all’inizio della prossima settimana, ma dispone semplificazioni per la ricostruzione e la messa in sicurezza soprattutto per scuole e patrimonio artistico e contiene norme per il settore agricolo.
Vento e neve Intanto preoccupa anche il maltempo: nelle prossime ore sono previste forti raffiche di vento sull’Appennino e la prossima settimana potrebbe arrivare la prima neve. Una nuova perturbazione sta giungendo sulla nostra Penisola causando un repentino peggioramento delle condizioni meteorologiche: sono attesi forti venti dai quadranti occidentali sulla dorsale Appenninica, raffiche fino ad oltre 100 chilometri all’ora su Appennino Tosco-Emiliano, Marchigiano, Abruzzese e Molisano.
IN SALVO RELIQUIE E OPERE D’ARTE
Contenuti del provvedimento Il decreto è denominato “nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni e dei territori interessati dagli eventi sismici del 2016”. Il provvedimento – come recita una nota del governo – detta norme volte a consentire interventi accelerati per poter affrontare con efficacia le conseguenze delle nuove scosse di terremoto verificatesi tra il 26 e il 30 ottobre, tenendo conto dell’approssimarsi della stagione invernale. L’emergenza principale di cui il dl si occupa è quella di garantire un’adeguata assistenza abitativa alle popolazioni colpite dalle ripetute scosse. Per fronteggiarla, si prevede che il Dipartimento della protezione civile possa, con procedure rapide e trasparenti, acquisire i container e, sulla base delle indicazioni dei Comuni, individuare le aree sulle quali installarli. «I Sindaci dei comuni interessati» – recita una bozza del dl -, cioé quelli «colpiti dagli eventi sismici che si sono susseguiti a far data dal 24 agosto 2016» dovranno «entro 10 giorni» fornire «le indicazioni relative alle aree da destinare agli insediamenti» e «nella individuazione delle aree deve essere assicurata la preferenza di quelle pubbliche rispetto a quelle private, oltre che il contenimento del relativo numero». I container dovranno essere «non infissi al suolo ed immediatamente rimovibili al venir meno dell’esigenza abitativa, comprensivi delle attrezzature e arredi e della realizzazione delle opere di urbanizzazione strettamente necessari alla fruizione degli stessi».
Agibilità Al fine poi di favorire il rientro nelle case, per gli edifici con danni lievi, che necessitino cioè soltanto di interventi di immediata riparazione, si prevede che i soggetti interessati possano – previa presentazione di apposito progetto firmato da un professionista abilitato che documenti il nesso di causalità tra il sisma e lo stato della struttura, oltre alla stima del danno – procedere al ripristino dell’agibilità degli stabili.
Beni culturali Per la messa in sicurezza del patrimonio storico e artistico, i Comuni interessati hanno la facoltà di effettuare direttamente gli interventi indispensabili, dandone comunicazione al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Per accelerare gli interventi, l’ufficio del Soprintendente speciale «si avvale – si legge in una bozza del dl – di una apposita segreteria tecnica di progettazione, costituita per la durata di 5 anni» e «composta da non più di 20 unità di personale» alle quali «possono essere conferiti in deroga ai limiti finanziari della legislazione vigente, incarichi di collaborazione” per “la durata massima di 24 mesi entro il limite di spesa di 500 mila euro annui». L’ufficio del Soprintendente speciale inoltre «può reclutare personale di supporto fino a un massimo di 20 unità» e «entro il limite di spesa di 800 mila euro annui».
DAL SISMA SPACCATURA DI 15 KM
IL MINISTRO MARTINA A NORCIA
Scuole, imprese e strade Il decreto prevede inoltre misure urgenti per consentire la prosecuzione delle attività didattiche: dalle modalità di composizione delle classi a quelle di assegnazione del personale docente. Per la ripresa dell’attività dell’anno scolastico 2016/2017 nell’area interessata dagli eventi sismici che si sono susseguiti a far data dal 24 agosto «è autorizzata la spesa di euro 3 milioni nell’anno 2016 ed euro 9 milioni nell’anno 2017». Al fine di sostenere la continuità produttiva delle attività zootecniche messe in ginocchio, il decreto autorizza la spesa di 10.942.300 euro per il sostegno dei settori del latte, della carne bovina dei settori ovicaprino e suinicolo. Infine, per riuscire a gestire la mole di procedimenti che i Comuni si trovano a dover attivare, il decreto autorizza l’assunzione a tempo determinato di personale di tipo tecnico ed amministrativo fino ad un massimo di trecentocinquanta. Previsto anche il rafforzamento della struttura della Protezione civile e di quella del Commissario straordinario alla ricostruzione. All’Anas il compito di intervenire con urgenza per la messa in sicurezza e il ripristino della viabilità delle infrastrutture che rientrano nelle sue competenze e di quelle degli enti locali devastati dai ripetuti sismi.
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Relazione ai parlamentari Intanto, in mattinata, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha svolto al Centro regionale di Protezione civile di Foligno, una dettagliata relazione relativa alle problematiche legate alla nuova emergenza in Umbria determinata dal forte sisma dello scorso 30 ottobre, con particolare riferimento all’assistenza alle popolazioni, e anche al nuovo decreto. L’informativa è stata fatta ai parlamentari umbri (la vice presidente della Camera, Marina Sereni, la vice presidente del Senato Linda Lanzillotta, i senatori Cardinali, Ginetti, Rossi, Lucidi, Gotor, ed i deputati Galgano, Gallinella, Giulietti, Laffranco e Verini, e l’europarlamentare Gasbarra), presente anche la presidente dell’Assemblea legislativa regionale, Donatella Porzi.
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Drammatico aggravamento «Il terremoto dello scorso 30 ottobre – ha detto la presidente Marini – ha drammaticamente aggravato il quadro dei danni in Valnerina e ne ha prodotti altri in molti centri della regione, ed e significativamente cresciuto il numero delle persone che sono oggi fuori dalle proprie case. Al momento, dunque la priorità è quella di garantire alle popolazioni una adeguata assistenza. Ad oggi sono oltre cinquemila le persone che non possono rientrare a casa e circa tremila quelle che vengono assistite dal sistema di Protezione civile nazionale e regionale in 24 Comuni della regione, la maggior parte dei quali in Valnerina, mentre sono circa cinquanta i comuni di tutta l’Umbria dove sono stati registrati danneggiamenti».
Container, casette e ricostruzione La presidente ha quindi ricordato che mentre è in corso l’attività di assistenza alle persone, sono già state avviate le procedure per l’allestimento dei campi container, in alternativa alle tende, che potranno ospitare quanti non potranno rientrare nelle abitazioni, e si stanno anche definendo le procedure per la costruzione dei villaggi con le “casette”. Nello stesso tempo il Governo, l’Ufficio del commissario per la ricostruzione, d’intesa con i presidenti delle Regioni, anche nella veste di vice commissari, e con tutti i sindaci, avvieranno subito la fase relativa alla ricostruzione sulla base del decreto legge già approvato dal Governo e il nuovo approvato oggi. Quest’ultimo, ha spiegato la presidente Marini, «prevede una serie di norme che consentiranno la velocizzazione di molte procedure e conterrà ulteriori norme a beneficio del sistema economico e produttivo, al fine di rimettere in piedi rapidamente l’economia sia della Valnerina sia di tutta l’Umbria».
Verifiche più veloci «Alcune norme del nuovo decreto – ha proseguito Marini –consentiranno alla Protezione civile di poter rispondere più velocemente agli urgenti fabbisogni dei cittadini e delle imprese, ciò in virtù del fatto che con il sisma del 30 ottobre nelle quattro regioni si stima che il numero degli edifici per i quali saranno necessarie le verifiche di agibilità sia passato da 70 mila a 200 mila. Per questo è stata radicalmente modificata e semplificata la procedura di verifica delle agibilità. Una operazione, questa, indispensabile per poter definire l’esatto fabbisogno sia dei container che delle casette e per la stima dei danni agli edifici privati, pubblici, alle imprese ed alle aziende agricole».
Confronto costante Al termine dell’incontro la presidente Marini ed i parlamentari hanno convenuto sulla necessità di mantenere un confronto costante per poter condividere le necessarie iniziative da assumere in sede parlamentare «nell’interesse generale delle popolazioni dell’Umbria, così duramente colpite e provate dagli eventi sismici di questi mesi».
