di Chiara Fabrizi
Tre forti terremoti a Norcia. Intorno alle 16.40 la terra è tornata a tremare con un due scosse di magnitudo 3,9 e un’altra da 3.7, seguite da due scosse più lievi di magnitudo 2,6 e 2,1 così come riportato da Ingv. Un altro evento di magnitudo 3,1 era stato registrato alle.15.51 sempre con epicentro Norcia, mentre sono rispettivamente di magnitudo 3 e 3,1 quelli avvertiti alle 18.51 e alle 19.27.
Tre forti scosse in pochi minuti Il sisma ha spaventato gli abitanti della zona molti dei quali, in base a quanto confermato dalle autorità, sono usciti dalle abitazioni terrorizzati dal terremoto che ormai da oltre tre settimane sta colpendo il Centro Italia. Vigili del fuoco, carabinieri e protezione civile hanno subito fatto scattare la ricognizione di tutto il territorio di Norcia e dintorni, a cominciare dall’ospedale dove sono state compiute rapidamente le verifiche del caso che hanno dato esito positivo, in via precauzionale è stata chiusa una scala interna. In base a quanto riferito dall’Asl attraverso il direttore sanitario Franco Lanzi a titolo precauzionale i pazienti non deambulanti sono stati spostati nella parte nuova del nosocomio, mentre i deambulanti sono usciti dallo stabile. Le autorità confermano, poi, nuovi crolli all’interno della zona rossa di San Pellegrino. I cedimenti hanno interessato abitazioni e vecchi ruderi già gravemente danneggiati dal sisma.
L’esperto I pompieri hanno compiuto numerosi sopralluoghi anche in centro storico a Norcia, dove dai tetti i coppi sono scivolati e caduti in strada in più punti. Controllate anche le mura antiche, già interessate da crolli importanti, e verifica con l’autoscala a Porta ascolana. Intanto dall’Ingv a commentare le nuove scosse di Norcia è il sismologo Massimo Cocco: «Non avevamo mai considerato terminata la sequenza: sarebbe durata troppo poco rispetto a quanto accade in media nei terremoti che avvengono nella zona dell’Appennnino. A Colfiorito nel 1997 è durata circa quattro mesi e quella de L’Aquila molto più a lungo». Sui terremoti verificatisi nel giro di pochi minuti, l’esperto spiega che «potrebbe forse essere dovuto alla rottura di una faglia secondaria perturbata in precedenza: è il modo in cui la natura ha risposto a questa perturbazione, ma non c’è nulla di anormale né nuove faglie. Sono fenomeni – ha concluso – che avvengono in una zona dalla struttura molto complessa e va considerato che dal terremoto del 24 agosto non è passato neanche un mese».
Il lavoro dei vigili del fuoco Risultano effettuati dai pompieri più di 2.150 interventi di cui 1.911 nella zona della Valnerina. I vigili del fuoco si sono preoccupati di rimuovere parti pericolanti, prestando assistenza alla popolazione e recuperando beni di prima necessità dagli edifici danneggiati. Sono stati avviati, inoltre, gli interventi per la riduzione della criticità sismica e quindi della riduzione delle zone rosse inaccessibili; in particolare a Castelluccio di Norcia, d’intesa con il Mibac, vengono realizzati interventi per la salvaguardia del campanile e per la protezione di alcuni percorsi stradali in maniera tale da garantire l’accesso ad alcune strutture ricettive destinate ad ospitare la popolazione precedentemente alloggiata nelle tende.
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@chilodice

Perdonatemi, ma questo è un “allarmismo” inutile.
Per nessuna ragione delle scosse possono essere definite “forti” quando il loro valore è 3,9 Richter.
Possono essere definite “avvertite sensibilmente dalla popolazione” (anche perchè a bassa profondità – cosa che limita la zona di maggiore sensibilità). Ma non di più.
E i “crolli”, ragionevolmente, sono quelli di piccole parti già pericolanti, molto danneggiate prima.
Ed è normale che visiano anche lungo l’arco di un intero anno, dopo un sisma di forte intensità come quello del 24 Agosto.
Quelle di Grado inferiore (e.g. 2.6 – 2.7) una volta venivano definite “strumentali.
Vi prego di non fare giornalismo “sensazionalista”…