La proloco di Campi trasformata in dormitorio (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

A Campi serve un super frigorifero. La cella di quattro metri per dieci è stata già ordinata dalla proloco della frazione di Norcia, guidata dall’infaticabile Roberto Sbriccoli. Il giovane è un punto di riferimento per l’intera comunità che ormai da due mesi e mezzo vive nella struttura inaugurata lo scorso 6 agosto e realizzata con l’aiuto degli stessi residenti che hanno voluto uno stabile di classe antisismica 4, la più elevata per gli edifici pubblici. Qui ogni giorno a pranzo e a cena si servono un centinaio abbondante di pasti, mentre le brandine sono circa la metà. Campi di Norcia come tante altre frazioni della Valnerina sono state invase dai beni di prima necessità, dai generi alimentari agli indumenti: «Siamo stati inondati dalla solidarietà, quella degli italiani che amano fare più che dire – racconta Sbriccoli a Umbria24 – naturalmente tra le donazione ci sono cibi a lunga conservazione, ma noi qui abbiamo anche dei bimbi e la loro alimentazione è fondamentale. Il problema che ci si è posto – ha spiegato – è proprio legato alla conservazione degli alimenti freschi come le verdure e le carni per cui abbiamo ordinato una cella frigorifero, ma poi dobbiamo fare lo sbancamento coi mezzi meccanici per realizzare la piazzole, l’armatura, il getto di calcestruzzo e la stesura dello stesso con resina Haccp. Naturalmente serve fare una pannellatura e una tettoia, dopodiché dobbiamo portarci l’energia elettrica – va avanti Sbriccoli – il progetto che ho chiamato ‘Refrigerazione per il futuro’ prevede un investimento economico significativo per le esigue casse della proloco per cui è chiaro – risponde a Umbria24 – che qualsiasi aiuto anche economico è il benvenuto». Anche perché negli ultimi due mesi e mezzo la comunità ha dovuto mettere mano al portafogli anche per cambiare dei pezzi della cucina della proloco: «Avevamo allestito una cucina da ristorante ma comprando alcune componenti usate perché non disponevamo di risorse a sufficienza – spiega sempre Sbriccoli – con l’emergenza terremoto e la struttura trasformata in un centro di accoglienza che sforna più di cento pranzi e altrettante cene al giorno abbiamo subito una serie di guasti a cui abbiamo provveduto in autonomia». Nonostante gli oneri, però, la comunità si è attivata per comprare un super frigorifero: «Certo – conclude Sbriccoli – non si scherza con l’alimentazione dei bambini».

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