di Chia.Fa.

Dipinti e sculture, ma anche stendardi processionali e suppellettili liturgiche. Sono quarantotto le opere recuperate dalle macerie della chiesa di San Pellegrino dai vigili del fuoco dei comandi provinciali di Perugia e Terni su indicazione dei tecnici della Soprintendenza. In particolare i pompieri precisano che per procedere al delicato intervento è stato necessario creare un ponteggio per assicurare una via di fuga ai vigili che hanno operato rischiando la propria incolumità per recuperare le opere. I tecnici della Soprintendenza, i carabinieri del comando Tutela del patrimonio e i volontari della protezione civile hanno poi preso in consegna in una zona sicura il patrimonio artistico.

Papa Francesco tra i terremotati: foto e video
Pompieri salvano opere
TUTTO SUL TERREMOTO
Bimbi tornano a scuola ma genitori s’infuriano
Urbanizzazione campi casette in venti giorni
Via ai lavori sulla strada di Castelluccio
A rischio lo zafferano di Ilaria e Lorenzo
Tutti fuori dalle tende

 

48 opere salvate dalla chiesa di San Pellegrino Quello compiuto a San Pellegrino, dove all’alba del 25 agosto è crollato il campanile e anche dove il 4 settembre si è raccolto in una preghiera silenziosa Papa Francesco, viene segnalato dal ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) anche come uno primi interventi effettuati con l’ausilio dei volontari della protezioni civile, coinvolti per il trasferimento delle opere nel deposito dei beni culturali di Spoleto. Il ricovero nel sito regionale era stato fortemente contestato già nei giorni successivi al sisma, tanto da finire al centro di un appello sottoscritto da molte associazioni di Norcia e indirizzato direttamente al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Nel documento veniva richiesto di evitare in ogni modo il trasferimento dei beni culturali a Spoleto e in qualsiasi altro deposito, ma anzi di avviare un percorso che a stretto giro potesse portare alla realizzazione di un deposito idoneo anche a Norcia dove poter attivare anche un laboratorio per il restauro.  L’appello al momento resta lettera morta e dopo le opere custodite nella chiesa di Castelluccio anche quelle recuperate dalle macerie di San Pellegrino sono state ricoverate nel capannone di Santo Chiodo, comunque realizzato con ingenti investimenti proprio per assolvere a questa funzione.

Sindaco di Norcia: «Ecco le sfide che ci aspettano»
Messa in sicurezza del campanile crollato
Appello dalla tenda al ministro Giannini
In Umbria un sisma ogni dieci anni
Almeno cento messe in sicurezza

 Mibact: «Trasferite nel deposito di Spoleto» Anche il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, nell’ultimo consiglio comunale aveva assicurato che il trasferimento dei beni culturali sarebbe stato limitato a opere di grandi dimensioni, ma in base a quanto riferito con una nota dallo stesso Mibact, oltre a sculture e dipinti, a Spoleto sono arrivate stendardi processionali, suppellettili liturgiche e paramenti sacri. A commentare l’intervento di messa in sicurezza delle opere è stato direttamente il ministro Dario Franceschini: «Stiamo assolvendo a un compito importante grazie alla professionalità, alla competenza e alla dedizione dei nostri funzionari che proseguono nell’attività di recupero del patrimonio culturale delle aree terremotate». Diversa invece la sorte del restauro dei reperti archeologici del Museo della Castellina di Norcia, danneggiati dal sisma del 24 agosto che ha causato la caduta di numerose vetrine. In questo caso, infatti, il restauro è in corso nello stesso sito museale già dallo scorso 4 ottobre quando, grazie alla collaborazione tra Comune e Soprintendenza, si è fatto in modo di realizzare un laboratorio di pronto intervento proprio per evitare il trasferimento dei reperti e accelerare i tempi di restauro, che dovrebbe concludersi a strettissimo giro.

@chilodice

 

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.