di C.F.
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«A 17 mesi dalla sua costituzione il corpo unico di polizia locale dell’Unione dei Comune non funziona». Squilla all’indomani della dura protesta dei vigili urbani di Foligno, l’ennesimo campanello d’allarme sulle condizioni di lavoro e quindi sulla qualità dei servizi erogati, dagli agenti di polizia municipale.
Sindacati contro l’Unione dei Comuni Stavolta nel mirino finisce l’Area vasta e in particolare i sei degli otto Comuni delle Terre dell’Olio e del Sagrantino che nel luglio 2013 hanno varato l’unificazione di altrettanti corpi di polizia municipale. Un’operazione che secondo Andrea Russo (Fpl-Uil), Ivo Ceccarini (Fp-Cgil) e Adriano Tofi (Fp-Cisl) «non è ben chiaro a cosa serva e come sia strutturata, tanto che i vigili urbani sono in continua agitazione anche per la mancanza dei requisiti minimi previsti dalla legge in materia di sicurezza sul lavoro».
«Servizi calati drasticamente» Dalle organizzazioni sindacali, in buona sostanza, arriva un attacco a tutto campo su quanto fin qui fatto: «In 17 mesi si sono avvicendati due comandanti, non si è fatto un investimento, è cambiata l’organizzazione del lavoro diverse volte, ma la presenza della polizia municipale, come i servizi che garantiva, sono diminuiti drasticamente e anche la politica se ne è accorta, visto che ha dato mandato al comandante attuale di elaborare un nuovo progetto che preveda un’organizzazione totalmente diversa da quella attuale».
Manca un comando Tra i problemi più gravi «l’assenza di una sede unica, alla base del malfunzionamento, considerando che i tenenti titolari di posizione organizzativa lavorano nella sede legale di Montefalco, mentre il personale operativo è di stanza a Bastardo da dove si parte per i servizi, con dispendio inutile di carburante e ulteriore deterioramento di mezzi già di per sé scarsi e inadeguati».
Sei sindaci sotto tiro Da qui l’attacco alle amministrazioni comunali di Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Massa Martana e Montefalco: «Da parte degli operatori c’è stata sempre la massima disponibilità di offrire un servizio ai cittadini in un momento in cui la sicurezza è uno dei valori più sentiti e importanti, ma dalla parte datoriale invece non c’è volontà ad accordare agli operatori garanzie né salariali né in materia di sicurezza sul lavoro». Il messaggio è chiaro: «Non basta riunire le funzioni se non si investono risorse e non si entra nell’ottica che il presidente dell’Unione dei Comuni è l’unico referente del comandante, il quale non può essere strattonato da sei diversi sindaci».
