Tribunale di Terni (foto Rosati)

di M.R.

Tempi di bilancio nell’ente di piazza Mario Ridolfi e laddove i conti non tornano, ci mette lo zampino la magistratura. Secondo indiscrezioni, il pm Elisabetta Massini avrebbe infatti acquisito i documenti sulla vicenda legata all’ex scuola dell’infanzia ‘San Carlo’, ceduta dal Comune ad un’impresa, nonostante non fosse concesso, per 205 mila euro. Soldi mai incassati e ai quali palazzo Spada avrebbe definitivamente detto ‘addio’.

Scuola San Carlo La questione riguarda la palazzina, di cui l’asilo era sede, finita nell’elenco dei beni Comunali alienabili troppo presto; prima che la Sovrintendenza, cioè, concedesse il proprio benestare. Il privato, insediatosi nell’immobile tre anni fa, effettuò sull’edificio lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria come richiesto dallo stesso ente. Dopo qualche mese, secondo quanto riferito dai pentastellati poche settimane fa, la Sovrintendenza dichiarò  l’interesse storico senza ancora autorizzare l’alienazione.

Palazzo Spada A quel punto, sempre secondo la ricostruzione griffata 5 stelle, il Comune avrebbe provato a tutelarsi chiedendo la sottoscrizione di un atto preliminare di compravendita, che vincolava l’aggiudicatario a ripristinare l’immobile alle condizioni originarie in caso di mancata alienazione. Quest’ultima fu autorizzata nell’aprile 2013 ma solo nel 2014 l’amministrazione avrebbe invitato l’aggiudicatario a stipulare il contratto di compravendita e a versare il dovuto, 205 mila euro al netto della cauzione provvisoria di 20.400 euro e gli ulteriori 3.000 euro previsti dall’atto d’obbligo.

L’epilogo «Il contratto – riferirono i 5 stelle a inizio luglio – non sarà mai firmato, il dovuto mai incassato, ma messo a bilancio e un privato occuperà senza alcun titolo, un edificio comunale senza dover pagare tasse e tributi relativi, assumendosi dall’altro canto la responsabilità di garantire l’incolumità di un edificio inagibile e ristrutturandolo a spese proprie, finché a luglio 2014 l’amministrazione comunica di aver avviato un procedimento di revoca dell’aggiudicazione che non ha avuto seguito, almeno fino alla conclusione dei lavori della commissione a maggio 2015, quindi di fatto mancato incasso del dovuto e dei tributi per l’amministrazione».

Magistratura A far luce sulla questione, ricostruendo l’esatta cronologia dei fatti accaduti, sarà la procura. Il pm avrebbe dunque di fatto avviato le indagini, richiedendo d’urgenza gli atti riguardanti la questione. La quarta commissione consiliare, denominata ‘controllo e garanzia’, in alcune sedute si sarebbe occupata proprio dell’ex scuola primaria, sollevando il caso.

Twitter @martarosati28

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