Il carcere di Terni

di Massimo Colonna  

Circa un’ora di interrogatorio per chiarire, almeno parzialmente, le posizioni di due degli arrestati finiti nell’operazione della squadra mobile che nelle scorse ore ha smantellato la presunta associazione a delinquere con truffa ai malati. Mercoledì mattina via ai confronti in carcere tra il gip che ha firmato le ordinanze di custodia cautelare, il pubblico ministero e due degli arrestati con i propri avvocati difensori. Al termine il giudice ha deciso per gli arresti domiciliari per Proietti e la conferma del carcere per Romani.

L’interrogatorio Nel carcere di Terni mercoledì mattina si sono presentati Pierluigi Proietti, il medico del gruppo, e Edoardo Romani, ingegnere biomedico ed entrambi ritenuti parte attiva nell’associazione a delinquere disegnata dalla procura a seguito del protocollo medico ‘Seven to stand’. L’incontro è durato poco meno di un’ora: Proietti ha scelto di rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari Simona Tordelli, presente insieme al sostituto procuratore Marco Stramaglia, mentre Romani si è avvalso della facoltà di non rispondere. Entrambi sono seguiti dagli avvocati Manlio Morcella e Marco Gabriele.

Le decisioni Proietti in particolare ha delineato quelli che secondo lui erano i contorni della sua attività all’interno del centro estetico e ha risposto alla contestazioni mosse dalla procura, in particolare per quanto riguarda la possibilità di portare avanti certe procedure mediche che a suo dire erano corrette. Per quanto riguarda Romani invece il suo silenzio è connesso alla stesura a breve di una memoria difensiva, che dunque nei prossimi giorni verrà resa agli inquirenti. Al termine dell’incontro il giudice Tordelli ha deciso di concedere gli arresti domiciliari a Proietti, per cui però le difese avevano chiesto la revoca delle misure restrittive e per questo pensano al tribunale del Riesame, mentre ha confermato il carcere per Romani. Nelle prossime ore si svolgeranno anche gli altri interrogatori di garanzia per gli altri quattro finiti agli arresti.

La Cgil interviene «L’operazione – scrive in una nota la Cgil Umbria dopo l’ultima riunione del direttivo – che ha portato agli arresti delle persone coinvolte è l’ennesima dimostrazione, se ce ne fosse stato bisogno, di come le attività sanitarie e di assistenza debbano rimanere pubbliche ed essere sottoposte a continui controlli, per evitare che sulla salute possano verificarsi speculazioni e imbrogli. In un paese moderno e civile l’assistenza e la cura non possono essere delegate ad attività imprenditoriali il cui unico scopo rimane il profitto fine a se stesso. Sulla salute fondamentale è il ruolo del sistema pubblico e, là dove si dovessero inserire i privati attraverso convenzioni e accreditamenti certificati, maggiori devono essere i controlli di qualità ed efficienza. Non convincono i processi di privatizzazione anche nelle attività di distribuzione del farmaco, perché non esiste il solo valore economico, ma prevalentemente quello sociale». La Cgil di Terni, insieme a Federconsumatori Terni, adotterà «tutti i dispositivi a disposizione per impedire che si realizzi la deriva del sistema delle farmacie municipali e si tutelino cittadini e consumatori».

@tulhaidetto  

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