Il funerale di Desirée Pellicciari

di Fabio Toni

All’uscita dalla messa incontri l’amico che non vedevi da tempo. E le sue parole valgono più di tutto: «Non è retorica. Quello che hanno detto gli amici in chiesa è solo la verità. Desirée era solare, generosa, piena di energia. E quell’energia la trasmetteva agli altri, a chi entrava in contatto con lei. Non si è mai risparmiata e ha sempre aiutato tutti. Sarà dura senza di lei».

La famiglia A dare l’addio a Desirée Pellicciari, morta a 39 anni nel giorno di San Valentino per un tragico incidente stradale nel viterbese, c’era una folla commossa e composta. La chiesa di San Pietro Apostolo ha contenuto a fatica le tante persone che hanno voluto salutarla per l’ultima volta. Desirée lascia una figlia di 14 anni, Martina, un fratello che la adorava, Alessio, e due genitori, papà Giovanni e mamma Oliva, distrutti dal dolore. Davanti al feretro, una bandiera americana fatta con i fiori. È il tributo di una famiglia italo-americana, residente a Terni, a cui Desirée aveva dato amicizia, amore e un aiuto concreto. Il segno tangibile del suo impegno civico, portato avanti con dignità e coraggio. E con quel sorriso contagioso che nessuno potrà mai scordare.

Il saluto Durante la funzione, don Carlo Romani ha consolato tutti con parole di fede: «Non siamo solo corpo – ha detto – ma abbiamo un seme di immortalità. Cristo è risorto e ci dà il senso di un’esistenza proiettata nell’eternità. Desirèe ha vissuto per gli altri e ci ha insegnato come la legge fondamentale di ogni cristiano debba essere l’amore». Toccante il saluto degli amici dal microfono. A partire da chi con lei condivideva l’impegno politico nel circolo PD di San Giovanni – Cospea: «Eri buona dolce e profonda – ha ricordato Pasqualino Burgo – nessuno ti dimenticherà e saremo sempre vicini a tua figlia. Sei e rimarrai la nostra dolcissima Desirée ».

La poesia Poi una poesia, ‘Tu con me, nel vento’, scritta da Desirée e letta in chiesa da Roberta Isidori. Parole semplici e toccanti, che per un attimo sembrano sfiorare il senso della vita. Francesca, amica di sempre, ricorda fra le lacrime i momenti vissuti insieme: «Le nostre vite si sono intrecciate trentasei anni fa, ora come farò quando avrò bisogno di parlare con qualcuno?». La risposta, forse, sta solo nel suo ricordo: «Continuerai a vivere in tutti noi, in chi ti ha voluto bene».

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