©Fabrizio Troccoli

Messa alla prova con esito positivo e procedimento chiuso senza condanna per un automobilista campano di 33 anni accusato di avere investito un ciclista mentre era alla guida in stato di ebbrezza. L’uomo era finito a giudizio per lesioni personali stradali colpose, guida in stato di ebbrezza e omissione di soccorso. I fatti risalgono al 15 ottobre 2023 e sono avvenuti a Città di Castello, lungo via Aretina, in direzione Arezzo, all’altezza del ristorante «Il Boschetto». Alla guida di un’Alfa Romeo Giulietta – secondo l’accusa – l’imputato non si sarebbe accorto della presenza di due ciclisti che procedevano nello stesso senso di marcia, investendone uno.

Accusa Nel decreto di citazione a giudizio la Procura di Perugia contestava all’automobilista di essersi messo alla guida «in stato di ebbrezza alcolica», con una prima prova del tasso alcolemico pari a 1,72 grammi per litro e una seconda pari a 1,67. Sempre secondo l’impostazione accusatoria l’uomo avrebbe urtato il ciclista facendolo cadere «rovinosamente a terra» e provocandogli un «trauma cranico grave» con una prognosi superiore a 40 giorni. Proprio per questo, oltre alla guida in stato di ebbrezza, era stata formulata anche l’accusa di lesioni personali stradali colpose.

Soccorso Agli atti figura anche la contestazione relativa alla condotta tenuta subito dopo l’incidente. Secondo la Procura, infatti, l’automobilista, dopo avere provocato il sinistro e avere cagionato lesioni al ciclista, non avrebbe ottemperato «all’obbligo di prestare l’assistenza occorrente alla persona ferita» e avrebbe omesso di fornire le proprie generalità. L’incidente aveva quindi portato alla contestazione di tre diversi capi d’imputazione, collegati alla dinamica dello scontro, allo stato di alterazione alcolica e al comportamento successivo all’impatto.

Decisione Il percorso di messa alla prova, però, si è concluso con esito favorevole per l’imputato. Una circostanza che, nel quadro previsto dalla legge, consente l’estinzione del reato e dunque evita la condanna. Il procedimento si è quindi definito senza una sentenza di colpevolezza nei confronti dell’automobilista, citato a giudizio dopo l’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato nel giugno 2024.

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