Un protocollo d’intesa che fissa alcune azioni da portare avanti insieme con l’obiettivo di aumentare la cultura della legalità e del rispetto delle norme. E’ il documento che l’amministratore delegato di Tk Ast Massimiliano Burelli e il prefetto di Terni Angela Pagliuca martedì firmeranno nel palazzo del governo, dove è atteso anche il sottosegretario al ministero dell’Interno Gianpiero Bocci.
L’obiettivo Dunque prefettura e Ast hanno trovato l’accordo sulle iniziative da portare avanti in questa direzione. L’accordo infatti, come si legge nella nota di presentazione dell’evento, è «finalizzato all’attuazione di politiche interne di contrasto all’illegalità nei diversi ambiti della lotta alla criminalità organizzata, della prevenzione dei fenomeni corruttivi e del rispetto delle regole della concorrenza e del mercato». La collaborazione vedrà la prefettura e Ast impegnate «nell’organizzazione di molteplici iniziative finalizzate alla più ampia diffusione della cultura della legalità sul territorio provinciale, a beneficio dell’intera popolazione, con particolare attenzione alle giovani generazioni».
Le inchieste L’accordo arriva dopo che negli ultimi mesi proprio l’Ast è finita vittima di truffe, smascherate da diverse operazioni portate avanti dalle forze dell’ordine e coordinate dalla procura della Repubblica di Terni. Anche in questa ottica «la prefettura di Terni e Ast avvertono l’esigenza di rafforzare e rendere più incisiva la tutela della sicurezza, intesa nell’ottica di una intensificazione dei controlli mirati a prevenire e reprimere ogni possibile infiltrazione della criminalità organizzata comune nel mondo dell’impresa e nel mercato del lavoro». In programma dunque ci sono diverse iniziative che coinvolgeranno anche l’opinione pubblica e soprattutto le giovani generazioni.
Le iniziative Tra queste quelle mirate a «sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della lotta alla corruzione attraverso incontri, riflessioni, dibattiti ed ogni altra forma di comunicazione diffusione della conoscenza e della corretta applicazione della normativa anticorruzione e per la trasparenza, delle buone prassi internazionali e degli strumenti utili per le private». Oppure «promuovere iniziative formative sul tema della corruzione anche mediante la formazione e l’aggiornamento del personale».
