domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 00:35
14 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:18

Tk-Ast, inchiesta ‘Acciaio sporco': lettera di licenziamento per i quattro operai indagati

In base alle carte dell'accusa gli operai permettevano la truffa ai danni della multinazionale che riceveva camion carichi di materiale alterato

Tk-Ast, inchiesta ‘Acciaio sporco': lettera di licenziamento per i quattro operai indagati
La Forestale in Ast (foto archivio Rosati)

di Massimo Colonna

Hanno ricevuto una lettera di licenziamento i quattro operai della Thyssen Krupp indagati dal giugno scorso nell’ambito dell’inchiesta ‘Acciaio sporco’ della procura di Terni che ha coordinato le indagini del corpo Forestale. La multinazionale dell’acciaio, dunque, si è mossa nei confronti dei quattro ‘classificatori’ che nel frattempo stanno aspettando lo sviluppo dell’indagine penale che li riguarda.

La perquisizione: il video
Blitz della Forestale in Ast: fotogallery
Parlano gli inquirenti 
«No così ti sgamano subito»: le intercettazioni

La decisione La notizia è stata notificata tramite lettera nei giorni scorsi: l’azienda in sostanza ha comunicato la volontà di interrompere il rapporto di lavoro sostanzialmente sostenendo la tesi della ‘giusta causa’, in riferimento ovviamente alle ipotesi di reato che gli inquirenti contestano ai quattro operai. Si tratta di un provvedimento a cui i diretti interessati potranno comunque opporsi, di fatto impugnandolo davanti ad un giudice. La strada è ovviamente indipendente dal percorso giudiziario che sta maturando nelle stanze degli inquirenti.

Le accuse mosse La posizione dei quattro operai della Tk era stata individuata dalla procura come quella che permetteva in sostanza l’ultimo passaggio della truffa sostenuta dall’accusa. Truffa che, secondo il quadro, sarebbe consistita nel consegnare alla multinazionale di viale Brin, parte lesa in questa ricostruzione, dei camion carichi di materiale alterato rispetto agli ordinativi, in particolare minori quantità di nichel e cromo. Da qui anche il nome dell’indagine, appunto Acciaio sporco. Per questo la figura dei classificatori, ossia le persone deputate al controllo dei mezzi pesanti in entrata, era stata individuata come parte finale del raggiro messo in piedi.

Gli indagati L’operazione è scattata il 23 giugno scorso e ha portato alla denuncia di 17 persone, di cui otto finite poi agli arresti domiciliari. Oltre ai quattro dipendenti Ast erano finti in manette tre dipendenti di un’azienda bergamasca ritenuta coinvolta nel raggiro e un autotrasportatore ternano. Le accuse mosse per tutti parlano di associazione per delinquere, truffa aggravata, corruzione tra privati continuato e aggravato, frode nell’esercizio del commercio. Il primo luglio scorso poi ecco gli interrogatori di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Maurizio Santoloci e alla presenza del pubblico ministero Elisabetta Massini. Al termine dell’incontro il gip ha revocato i domiciliari per i quattro classificatori, attenuando così la misura. Adesso si aspettano le decisioni degli inquirenti in merito alla chiusura delle indagini.

@tulhaidetto

©Riproduzione riservata

COMMENTA LA NOTIZIA

-->

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO

Condividi

banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250