di Chia.Fa.
Sei indagati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa di malati affetti da Sla e da altre gravi patologie, che venivano sottoposto al protocollo Seven to Stand finito nel mirino della procura e della questura di Terni.
Truffa ai malati gravi: chiuse le indagini Il pubblico ministero Marco Stramaglia ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini a carico dell’avvocato Fabrizio De Silvestri (a cui viene contestato anche l’esercizio abusivo della professione medica), del medico Pierluigi Proietti, del farmacista di Rieti Giovanni Domenico Petrini, dell’ingegnere biomedico Edoardo Romani, della fisioterapista di Rieti Annalisa Grasso e di Simone De Marco considerato il tuttofare della presunta associazione a delinquere. Tutti, con l’eccezione di Romani, sono accusati anche di somministrazione di farmaci illegali nell’ambito dei trattamenti previsti dal protocollo incriminato.
In sei verso la richiesta di rinvio a giudizio Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti sarebbero una settantina i malati coinvolti nella presunta truffa. Complessivamente ai pazienti che si affidavano alle cure in questione hanno versato circa 130 mila euro, quindi meno di 2 mila euro l’uno. In questo senso il pm Stramaglia contesta l’associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata dalle circostanze delle presunte vittime. Ora gli avvocati dei sei indagati, tra questi anche i legali Manlio Morcella e Marco Gabriele, hanno a disposizione i canonici venti giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di ascoltare i propri assistiti. Dopodiché la procura della Repubblica di Terni tirerà le fila sull’inchiesta con la richiesta, molto probabile, di rinvio a giudizio per i sei indagati.
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