Una serata allo Stardust

di M.T.

Era finita a bottigliate, la festa di San Valentino, nella discoteca Stardust. Alla faccia del santo dell’amore, infatti, un gruppo di magrebini ed uno di indigeni avevano deciso di chiarire qualche faccenda privata dando vita ad una rissa, al termine della quale uno dei ragazzi ternani era finito all’ospedale, con gravi ferite al collo e all’addome, provocate da una bottiglia rotta.

I precedentiLa rissa di San Valentino non è la prima, in quel locale: il 3 febbraio ad avere la peggio era stato un giovane di nazionalità tunisina, rimasto gravemente ferito in quella occasione, mentre il 25 novembre dello scorso anno erano stati due giovani ternani a finire all’ospedale. Il questore di Terni ha deciso di mettere un punto: ha disposto la chiusura del locale per giorni 10.

Le reazioni «Il provvedimento di chiusura ci ha colto di sorpresa – spiega il titolare del locale Matteo Picotti – visto che i fatti, senza dubbio spiacevoli, che si sono verificati nella notte del 14 febbraio, sono avvenuti completamente all’esterno del locali, anche al di fuori dei cancelli che ne delimitano il territorio. Per questo non riusciamo a capire quale responsabilità ci possa essere ascritta». E’ vero che ci sono stati episodi in precedenza, ammette, «ma come avviene del resto in qualunque locale, ma anche i qualunque zona della città, con delle scaramucce tra ragazzi, ma da parte nostra siamo sempre intervenuti con la massima sollecitudine con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, assicurandoci che i soggetti coinvolti fossero esclusi dal nostro locale»
Ordine pubblico Il problema, secondo il gestore, va ben oltre il caso specifico, ma assume un carattere generale perché riguarda tutte le discoteche o i locali notturni più in generale. «Nel nostro caso, abbiamo ben sei persone addette alla sicurezza, nonostante le dimensioni esigue, e siamo attenti ai minimi dettagli. Ma se avvengono episodi di questo tipo sulla strada, non solo non possiamo farci nulla, ma è la legge stessa che non ci consente di intervenire. Se c’è un problema di ordine pubblico poiché girano dei malviventi che si picchiano per strada, non siamo certo noi a dover né poter intervenire. E ora ci ritroviamo, per giunta, con un danno di immagine che ci viene arrecato dovendo stare chiusa una serata».

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