di Massimo Colonna
E’ stato fermato dagli agenti venerdì mattina mentre si trovava in questura per l’obbligo di firma. Torna così in carcere il pugile ternano di 34 anni già arrestato dagli agenti della squadra mobile per estorsione, rapina, lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Intanto un uomo a cui era stata concessa una pena alternativa al carcere è stato fermato perché finito in overdose dopo essere fuggito dal centro a cui era stato assegnato.
Pugile arrestato Giovedì mattina dunque è tornato in carcere Vasco Schiarea, il pugile ternano di 34 anni che nel marzo scorso era stato arrestato insieme ad un suo coetaneo con le accuse di estorsione, rapina, lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale al termine dell’operazione condotta dagli uomini del dirigente della squadra mobile Alfredo Luzi. Il pugile aveva già scontato quattro mesi di carcere poi, a seguito del patteggiamento, era stato condannato a quattro anni e due mesi e il 24 giugno era stato scarcerato. Venerdì mattina poi, mentre si trovava in questura per l’obbligo della firma, è stato fermato dagli agenti che gli hanno notificato l’ordine e lo hanno riportato in carcere dove dovrà finire di scontare la pena.
Niente pena alternativa E’ stato sospeso invece l’affidamento in prova ai servizi sociali di un ternano di 36 anni, che era stato condannato per reati di droga e contro il patrimonio. L’uomo, che doveva scontare la pena detentiva in una comunità non solo è fuggito ma è finito in overdose. A quel punto sono intervenuti gli agenti della squadra volante del dirigente Giuseppe Taschetti che hanno inoltrato la segnalazione al magistrato di Sorveglianza. A quel punto lo stesso magistrato ha sospeso la pena alternativa dell’affidamento in prova, ripristinando la detenzione.
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