Sette anni e quattro mesi. Questa la condanna emessa dalla Corte d’Appello di Perugia a carico del ventiduenne marocchino che  ha tentato di ammazzare a bottigliate la fidanzata sedicenne. I giudici hanno confermato sostanzialmente la condanna, ma ha ridotto parzialmente la pena passata da otto anni, a sette anni e quattro mesi in secondo grado.

Tenta di ammazzare a bottigliate la fidanzata Tutto ha inizio la sera del 10 agosto 2014 in via Tre Colonne, nel centro di Terni, quando M.L., nato nel 1993 in Marocco aggredisce la ormai sua ex ragazza, una sedicenne ternana. Non è la prima volta da quando si sono lasciati, ma di certo la più violenta. Lei resta ferita dopo essere stata colpita più volte, soccorsa dagli operatori del 118 e dai carabinieri che intervengono sull’accaduto. La violenza dell’aggressione viene riportata anche nelle carte del processo. La ragazza, come si legge nei documenti arrivati prima al giudice Simona Tordelli e poi alla Corte di Appello, è costretta a subire spinte, fatta cadere a terra «per colpirla ripetutamente con una bottiglia rotta al collo e al petto», con colpi «diretti in modo non equivoco a cagionarle la morte». Nella ricostruzione della procura si fa riferimento a un episodio in cui il ragazzo marocchino, assistito dall’avvocato Francesco Mattiangeli, ha aggredito la sua ex «lanciandole contro sassi, una bicicletta e altri oggetti». La Corte d’Appello di Perugia venerdì ha sostanzialmente confermato la pronuncia del giudice del tribunale di Terni, condannando il ventiduenne a sette anni e quattro mesi di reclusione.

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