di Massimo Colonna
Ventiseimila euro di risarcimento a carico di undici nomi coinvolti nel procedimento aperto per la vicenda delle stabilizzazioni in Provincia. E’ la cifra fissata dalla sentenza della Corte dei Conti regionale che in questi giorni ha dunque chiuso il cerchio sul procedimento avviato per la questione economica relativa proprio agli inserimenti di dipendenti all’interno di Palazzo Bazzani a Terni. Nel mirino ci sono tre casi di stabilizzazioni di lavoratori che secondo l’accusa non sono state eseguite seguendo tutti i parametri del quadro normativo. Da lì il danno economico definito da questa sentenza anche se le difese degli ex amministratori coinvolti ora pensano al ricorso, anche in virtù di una presa di posizione del consiglio di Stato.
La sentenza In ventidue pagine di dispositivo ecco il quadro economico che le undici persone coinvolte, tra ex amministratori o dirigenti, dovranno ripagare. La cifra totale ammonta dunque a 26 mila euro: di questi 8 mila a carico dell’ex presidente Feliciano Polli, 8.500 per l’ex assessore Domenico Rosati, 400 euro ciascuno per per gli ex componenti della giunta Vittorio Piacenti D’Ubaldi, Stefania Cherubini, Fabio Paparelli, Fabrizio Bellini, Marcello Bigerna, Stefano Mocio e Filippo Beco. Poi 3.350 euro a carico dell’ex segretario generale Antonio Guglielmo e dell’ex dirigente del settore Risorse Umane Giovanni Vitale Vaccari.
Le richieste della procura Dunque alla fine risultano tre le posizioni dei dipendenti contestate, quando invece inizialmente il quadro accusatorio ne aveva prese in esame diciassette. Quattordici di queste erano infatti state invece giudicate corrette rispetto alle ipotesi e quindi escluse dal procedimento. Il danno iniziale stimato dalla procura della corte dei Conti era di 2 milioni e 400 mila euro, la sentenza individua invece la somma di 26 mila euro come quota da dividere per gli undici ex amministratori provinciali coinvolti.
Le difese La questione a questo punto però potrebbe anche avere nuovi sviluppi: le difese infatti, rappresentate dai legali Marta Polenzani, Mario Rampini, Federica Pasero, Roberto Galeazzi, Ida Bigerna e Roberto Spoldi, potrebbero presentare ricorso contro la decisione della corte dei conti. In particolare sul tavolo c’è una sentenza del consiglio di Stato, la numero 6004 del 2014, che di fatto secondo gli avvocati difensori renderebbe legittima anche la formalizzazione delle altre tre posizioni contestate e causa della condanna.
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