di M.C.
Condanna a otto anni di reclusione per i due fratelli albanesi che nella notte tra il 6 e il 7 luglio scorsi in pieno centro città hanno fatto fuoco contro un connazionale, rimasto ferito gravemente. Martedì il giudice per le indagini preliminari Simona Tordelli ha emesso la sentenza di condanna per tentato omicidio aggravato.
I fatti La sparatoria di via Castello, secondo gli inquirenti, è da ricollegare ad un altro fatto: quello del 23 ottobre del 2013, quando in via Proietti Divi altri due albanesi, Kola e Nicolaj Alban, avevano ferito di striscio un operaio loro connazionale, Ilev Cacaj, stavolta con colpi di pistola. Per gli inquirenti i due fatti sarebbero collegati, nati addirittura in Albania da vecchie diatribe tra famiglie e sfociati poi nei due agguati a colpi di arma da fuoco. Tanto che la vittima di quella aggressione è stato arrestato perché ritenuto il mandante dell’agguato di via Castello, per cui Roland e Blertmir Ftoni, di 24 e 26 anni, sono stati condannati martedì mattina.
La sentenza Il gip Tordelli, nell’ambito del rito abbreviato, ha riconosciuto l’aggravante della premeditazione e di fatto ha confermato le richieste formulate dal pubblico ministero Camilla Coraggio, la quale aveva chiesto 9 anni di condanna per Blertmir e 8 per il fratello, difesi rispettivamente dagli avvocati Francesco Mattiangeli e Luca Gentili. I due condannati, già ai domiciliari, si sono sempre dichiarati del tutto estranei alle contestazioni mosse dalla procura.
