Carabinieri in azione (Foto Fabrizio Troccoli)

La notte di venerdì, a Terni, i carabinieri di Todi hanno messo fine ad una attività di spaccio di droga gestita da due cittadini tunisini, che rifornivano ad assuntori di tutta la provincia.

Da tempo, gli investigatori del Norm controllavano i movimenti di uno dei due fermati, che inizialmente operava sul mercato di Perugia, rifornendo di eroina e cocaina molti assuntori del territorio provinciale compresi alcuni della Media Valle del Tevere, secondo quanto è emerso dalle investigazione e riportato dagli agenti. Probabilmente in considerazione dei diversi controlli subiti dalle forze dell’ordine ha deciso di trasferirsi a Terni, credendo di poter svolgere le sue attività illecite con tranquillità.

I carabinieri di Todi, da giorni, hanno attuato un dispositivo di osservazione nei confronti del presunto spacciatore, grazie al quale è stato possibile accertare che questi, avendo stretto rapporti  con un suo connazionale finalizzato alle attività di spaccio, anche a Terni, aveva impiantato il suo giro di fornitura illecita nell’area.

La scorsa notte, quindi è scattato il blitz con il quale sono stati bloccati i due tunisini (uno regolare di 30 anni e l’altro clandestino di 28 anni) subito dopo aver ceduto in sequenza tre dosi di eroina a due giovani del posto. La successiva perquisizione all’interno del loro domicilio, che si trova nei pressi delle Cascate delle Marmore, ha permesso di rinvenire altre 23 dosi pronte per lo spaccio, occultate in un vaso, la somma di circa 900 euro presunti guadagni dell’attività di spaccio, sostanze da taglio ed un computer portatile marca Toshiba di dubbia provenienza.

I due sono stati arrestati con l’accusa di concorso nel delitto di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e dopo aver trascorso alcune ore nelle camere di sicurezza della compagnia dei carabinieri di Todi, sono stati condotti dinanzi al giudice monocratico del tribunale di Terni per la celebrazione del processo con rito direttissimo.

Il Giudice, dopo aver convalidato l’arresto, disponeva nei confronti degli imputati la custodia cautelare in carcere e pertanto costoro venivano tradotti presso il carcere ternano

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.