di Marta Rosati

Saliva a scendeva dalle linee urbane 5, 6 e 7 il 34enne italiano, residente a Terni e disoccupato, che è stato arrestato dai carabinieri, su ordinanza del gip Simona Tordelli, per atti osceni continuati. Le indagini, partite dalla querela sporta da due ragazze, una delle quali minorenne, hanno portato a ricostruire il quadro di un agire che si ripeteva da tempo.

Modus operandi Secondo quanto riferito nel corso di una conferenza stampa, il 34enne era solito sedersi in fondo al bus, di spalle all’autista, e quando una ragazza si metteva vicino a lui, iniziava a masturbarsi, riprendendo la scena col telefonino. Le indagini sono state svolte dai carabinieri della stazione di Papigno diretti dal dottor Alberto Bazzurri, insieme a quelli del Nucleo operativo radiomobile di Terni coordinato dal tenente Mirco Marcucci. L’arresto è avvenuto a seguito di un blitz con carabinieri in borghese che lo hanno colto sul fatto. La procura si è mossa col procuratore capo Alberto Liguori e proprio all’autorità giudiziaria è stato consegnato lo smartphone dell’uomo dopo il sequestro.

Carabinieri in azione Il 34enne, riferiscono i militari che hanno operato, fissava le vittime negli occhi poi tirava fuori il pene e iniziava a masturbarsi mentre faceva un video col cellulare. «L’operazione, hanno riferito il comandante provinciale dei carabinieri Davide Rossi e il tenente colonnello Stefano Verlengia, prosegue. Da un lato ci auguriamo che non ci siano altri episodi da denunciare, tre quelli finora accertati; ma dall’altro, visto che il sospetto è che il 34enne abbia perpetrato tali atti per lungo tempo invitiamo le eventuali vittime a sporgere denuncia». A ricevere la prima denuncia sarebbe stato il comando di polizia penitenziaria, dalla figlia minorenne di un uomo appartenente a quel Corpo che ha dunque partecipato all’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Terni.

Il caso A carico dell’uomo non risultano precedenti, non è sposato, non ha figli, vive a Terni con dei parenti. Il reato, per il quale si ritrova agli arresti domiciliari, rientra a pieno titolo tra quelli che vedono come vittime le cosiddette fasce deboli. Non è a caso che i carabinieri insistono sull’importanza di denunciare certi episodi. Il timore più grande è che giovani ragazze che si trovino ad assistere a scene simili non abbiano poi la forza e il coraggio di raccontarlo prese da un’inspiegabile e intimo senso di colpa per quello che subiscono. Nei casi accertati infatti, pare che non sia stato semplice, per i genitori, convincere le proprie figlie del fatto che fossero esclusivamente vittime. L’orco, a bordo degli autobus, non cercava altro che la situazione per soddisfare il suo piacere, vagando senza meta.

@martarosati28

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