di Mar. Ros.
Un uomo sulla sessantina si è barricato in casa per dieci lunghe ore minacciando il suicidio. Aveva con sé ben cinque armi da fuoco e il dispiegamento delle forze dell’ordine per mettere in sicurezza l’area e garantire l’incolumità dei vicini è stato notevole. È accaduto venerdì, ai bordi del centro storico di Terni, in via Donatello. Chiuso nel suo appartamento al primo piano di una palazzina e armato di fucile, ha tenuto col fiato sospeso i militari per un giorno intero: in quella traversa di via Borsi, polizia municipale e carabinieri hanno stazionato dalle 13, quando l’uomo gridava di volersi sparare, alle 23, quando il mediatore giunto appositamente da Perugia lo ha fatto desistere.
Minaccia suicidio in via Donatello Da quanto si è appreso nel corso della giornata, il sessantenne ternano, pare anche affermato professionista, soffrirebbe di problemi psicologici e in un momento così critico come quello vissuto il 19 gennaio, è stato vano da parte dei familiari qualunque tentativo di confronto. L’uomo sarebbe celibe e senza figli, ma diversi parenti sono corsi in aiuto raggiungendo la palazzina: non ha voluto saperne; si è convinto, dopo dieci ore, solo a seguito del dialogo con l’esperto mediatore giunto a Terni dopo un lungo lavoro da parte di tutti i reparti del comando provinciale del’Arma.
Trattamento sanitario obbligatorio Quando ha aperto la porta, sull’uomo visibili i segni di una giornata all’insegna della disperazione, gli occhi di chi era ad un passo dal togliersi la vita. È stato ulteriormente tranquillizzato e disarmato prima di essere consegnato alle cure del personale del 118. Per il sessantenne è stato infatti disposto un trattamento sanitario obbligatorio; i suoi cinque fucili sono invece stati posti sotto sequestro.
