Il tribunale di Terni (foto Rosati)

di Massimo Colonna   

Non bastano gli elementi presenti negli atti, nonostante si tratti di rito abbreviato, e dunque scatta una nuova perizia medica sui due indagati. Questa la decisione presa dal giudice del tribunale di Terni in merito al processo incardinato sull’operazione ‘Miracolo’, messa in campo dalla guardia di finanza e sfociata nella denuncia di due persone. Slitta così la sentenza: il prossimo 21 aprile è in programma l’affidamento dell’incarico a due nuovi medici legali.

L’udienza Così ha deciso il giudice Barbara Di Giovannantonio nell’udienza andata in scena nella mattinata di venerdì al tribunale di Terni. La parti in aula si aspettavano la discussione del procedimento e la seguente sentenza, quando invece il giudice ha stabilito di non aver elementi sufficienti per poter prendere una decisione, rinviando dunque ad ulteriori approfondimenti.

Nuovi accertamenti Così nell’udienza fissata al 21 aprile lo stesso giudice affiderà l’incarico ai medici legali Stefano De Pasquale Ceratti e Filippo Romani. Quel lavoro si affiancherà, nel faldone d’inchiesta, a quelli portati avanti dai periti nominati dai legali difensori dei due finiti alla sbarra, i legali Lamberto Palazzari e Massimo Finotto, ossia i dottori Gerardo Santoni e Mauro Bacci.

Perché la perizia L’obiettivo del nuovo lavoro è quello di arrivare ad avere elementi più approfonditi in particolare sulla relazione tra la malattia di cui soffrono i due indagati, un 75enne e una 51enne ternani, e i comportamenti contestati dalla guardia di finanza nel 2013, che ha contestato una truffa ai danni dell’Inps. L’accusa infatti ha puntato sul fatto che i due tenevano comportamenti quotidiani incompatibili con la loro pensione di invalidità. Secondo le difese invece il problema di salute dei due permette comunque lo svolgere di alcune azioni, come quelle contestate dall’accusa.

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