di Massimo Colonna
Una seduta di terapia psicologica che si trasforma in un incubo. E’ quello che hanno vissuto due donne nel 2012 a Narni e che è costata una condanna per un 55enne romano, psicologo e dipendente di un ministero. Due anni di reclusione per violenza sessuale, molestie e truffa ai danni dello Stato, visto che, secondo quanto appurato dai carabinieri, c’è di mezzo anche un permesso non valido dal posto di lavoro.
La decisione Martedì mattina il collegio dei giudici del tribunale di Terni, composto dal presidente Massimo Zanetti con a latere Federico Bona Galvagno e Rossana Taverna, ha definito la condanna per l’uomo di 55 anni, romano, psicologo e dipendente ministeriale: due anni di reclusione con le accuse di violenza sessuale, molestie e truffa ai danni dello Stato. I fatti risalgono al 2012 e sono avvenuti a Narni.
La storia Tutto comincia quando un amico dello psicologo decide di fargli conoscere sua figlia e la sua compagna. Le due donne decidono di sottoporsi a delle sedute ma ben presto si ritrovano in un quadro del tutto inaspettato. Già al primo incontro infatti cominciano a verificarsi delle avances e dei palpeggiamenti oltre il limite del decente. Tanto che scatta subito la denuncia ai carabinieri.
Le telecamere A quel punto i militari dell’Arma decidono di piazzare delle telecamere: dai video emergono con chiarezza questi tipi di atteggiamenti che hanno poco della classica terapia e molto invece di rimandi più o meno espliciti al sesso. E da lì ecco scattare la denuncia. Martedì poi la decisione di primo grado, dopo che nelle precedenti udienze sono stati ascoltati anche diversi testimoni.
Le parti civili Nel dispositivo di condanna il collegio ha inserito anche la provvisionale per il risarcimento alle parti civili del processo, rappresentate dalle due vittime tramite il lavoro degli avvocati Carlo Orsini e Laura Chiappelli del Foro di Terni: la somma stabilita è di 5 mila euro ciascuna, da definire poi in sede civile.
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