di Massimo Colonna
Condannato a quattro anni di reclusione per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Così ha deciso il gip Simona Tordelli al termine dell’udienza andata in scena giovedì mattina nelle aule del tribunale di Terni a carico di un cittadino albanese di 38 anni. Il pubblico ministero aveva chiesto cinque anni e quattro mesi di reclusione.
La decisione del gip Giovedì mattina al termine dell’udienza il giudice per le indagini preliminari Simona Tordelli ha condannato a quattro anni di reclusione un cittadino albanese di 38 anni che lo scorso 11 febbraio era stato fermato alla stazione ferroviaria di Terni appena sceso dal treno con addosso un panetto di cocaina da 650 grammi.
Requisitoria Il pubblico ministero Raffaele Pesiri, al termine della requisitoria, aveva chiesto una condanna di cinque anni e quattro mesi. Il giudice ha così accolto quasi in toto la richiesta della procura. Il 38enne, difeso dall’avvocato Francesco Mattiangeli, non era presente in aula al momento della lettura della sentenza in quanto ancora sottoposto al regime degli arresti domiciliari.
L’arresto Giornale, Rayban e 650 grammi di cocaina purissima nella tasca del cappotto. Così gli agenti della Polfer e dell’Antidroga avevano fermato l’uomo l’11 febbraio scorso alla stazione, proveniente da Milano. Quando gli agenti gli avevano chiesto di mostrare un documento si era innervosito, affermando di non avere con sé il passaporto e di essere un cittadino albanese. Nella tasca del cappotto poi ecco 650 grammi di cocaina, che secondo le stime avrebbe fruttato almeno 100 mila euro. Dai controlli è emerso che si trattava di un professionista dello spaccio, con precedenti e ben 3 alias differenti, oltre naturalmente a orbitare da 10 anni in Italia senza permesso di soggiorno.
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