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Un'aula di tribunale (foto U24)

di Massimo Colonna

Prima udienza del processo a carico di una amministratrice condominiale che secondo la procura si sarebbe appropriata di una cifra di poco superiore agli 800mila euro sottraendoli alle spese fornite dagli inquilini. L’udienza di giovedì pomeriggio è durata poco perché la difesa della donna ha richiesto che il procedimento sia accorpato insieme ad altri pendenti in tribunale sempre a carico della donna.

Decide il presidente Nelle aule del tribunale di Terni dunque giovedì pomeriggio si sono ritrovate le parti: da un lato il pubblico ministero che nei mesi scorsi ha sostenuto l’accusa, Tullio Cicoria, dall’altra la difesa dell’amministratrice, l’avvocato Renato Chiaranti. Proprio dal legale della 47enne è arrivata la richiesta al giudice monocratico Barbara Di Giovannantonio, di accorpare tutti i procedimenti pendenti a carico della sua assistita. A decidere sarà il presidente della sezione penale del tribunale di Terni Massimo Zanetti.

I numeri Secondo la ricostruzione della procura, sostenuta poi dalle indagini portate avanti dal comando ternano della guardia di finanza, l’amministratrice avrebbe causato un debito al condominio di 810.372,18 euro, di cui 558.990,81 per quanto riguarda la fornitura del gas e per cui è stato avviato anche per procedimento civile. Da qui le accuse che parlano di appropriazione indebita e falsità in scrittura privata. Il condominio, che si trova nella zona di San Valentino, è abitato da duecento famiglie, per lo più pensionati.

I debiti Secondo i calcoli ogni nucleo famigliare ha in carico una spesa ulteriore di 4 mila euro, proprio a seguito dell’esposizione scoperta dal nuovo amministratore di condominio, dopo sette anni di gestione della 47enne finita sotto accusa. Le indagini della guardia di finanza erano partite proprio dalle prima segnalazioni dei residenti, che sono assistiti dagli avvocati Mauro Cingolani e Barbara Poggiani.

Twitter @tulhaidetto