di Fabio Toni
Il processo Asm si alleggerisce di ben 18 capi di imputazione sul oltre 40, tutti prescritti. Il pm Elisabetta Massini, dopo la ricognizione effettuata su richiesta del tribunale, li ha letti in aula uno per uno. Si tratta in particolare di contestazioni relative a violazioni ambientali: reati contravvenzionali la cui estinzione potrebbe comportare l’uscita di scena di due dei venti imputati, Sandro Sidori e Giovanni Di Fabrizio.
Confermate le altre ipotesi di reato Il collegio giudicante presieduto da Massimo Zanetti e composto da Angelo Matteo Socci e Simona Tordelli ha confermato tutte le altre ipotesi di reato, incluse quelle relative agli episodi di mobbing che avrebbero coinvolto una decina di dipendenti Asm, ammessi al processo come parti civili e pronti ad avanzare richieste di risarcimento danni. Fra le parti civili è stato ammesso anche il ministero dell’Ambiente. Escluse le associazioni ambientaliste Legambiente, Codici, Codici ambiente, Earth e Osservatorio nazionale amianto. Escluso un po’ a sorpresa anche il Wwf che era stato ammesso durante l’udienza preliminare: il legale dell’associazione, Dino Parroni, si dice «pronto a ricorrere in Cassazione contro la decisione del tribunale».
Prossima udienza il 4 dicembre Il tribunale ha anche ammesso, senza variazioni, le liste testi presentate da accusa e difesa. I primi dieci testimoni del pubblico ministero verranno ascoltati nella prossima udienza fissata per il 4 dicembre. Il processo Asm si articola in due filoni fondamentali: il primo, ambientale, è ancora attivo nonostante le prescrizioni. In particolare le accuse riguardano le presunte violazioni nella gestione e nello smaltimento dei rifiuti (incluso lo scarico di reflui inquinanti nel fiume Nera) e il superamento dei limiti imposti per le emissioni nell’aria. Il secondo filone riguarda invece il mobbing che sarebbe stato attuato nei confronti di alcuni dipendenti «scomodi». Fra gli imputati, nomi e volti noti in città: come l’ex sindaco Raffaelli, l’attuale direttore generale dell’Asm Tirinzi e alcuni ‘ex’ dell’azienda multiservizi come Porrazzini (presidente), Onori (direttore generale), Iannotti, Amadio e Olivieri (già membri del cda).

