di Massimo Colonna
Il collegio dei giudici del tribunale di Terni ha accolto le eccezioni presentate dalla difesa definendo così la prescrizione delle ipotesi di reato legate alla corruzione. Così due imprenditori finiti indagati nel procedimento per presunti favori richiesti da un carabiniere in servizio all’ispettorato del lavoro di Terni escono di scena. Resta infatti in aula soltanto il militare dell’Arma che a questo punto, dopo la prescrizione, dovrà rispondere soltanto di concussione.
La decisione dei giudici L’ultima udienza del procedimento è quella andata in scena nella mattinata di martedì nelle aule del tribunale di Terni. Udienza in cui il collegio dei giudici doveva prendere una decisione dopo l’istanza presentata dai legali difensori dei due imprenditori coinvolti, ossia gli avvocati Francesco Mattiangeli e Giuseppe Sforza. La decisione è arrivata e al termine dell’udienza il tribunale ha stabilito di accogliere le eccezioni definendo così la prescrizione per le ipotesi di reato relative al filone della corruzione. Un reato che era stato contestato a tutti e tre gli imputati.
Resta la concussione A questo il carabiniere pugliese quarantenne resta l’unico imputato della vicenda, che inizialmente invece ha visto otto persone finite iscritte nel registro degli indagati. L’uomo è difeso dagli avvocati Roberto Spoldi e Francesco Falcinelli. Dopo la prescrizione sulla ipotesi di reato legata alla concussione per il carabinieri resta in piedi l’accusa di concussione.
La vicenda Secondo quanto ricostruito dalla procura della Repubblica di Terni l’uomo, in servizio all’ispettorato del lavoro, in diverse circostanze, a cominciare dal 2001, avrebbe chiesto dei favori di varia entità per dare il proprio via libera ad operazioni legate alle sue mansioni lavorative. Comportamenti finiti poi all’attenzione degli inquirenti.
Twitter @tulhaidetto

non so se ridere o piangere…ma faccio uno shampoo.
Ma sapere i nomi di questi imprenditori no?