di Fabio Toni
Lo hanno preso con le mani nel sacco, mentre apriva un’auto per portarsi via la borsa lasciata all’interno. Così il protagonista dei furti al cimitero di Terni è finito in manette. Ad arrestarlo i carabinieri del nucleo radiomobile e della stazione di Terni, al termine di un’attività investigativa lunga e laboriosa.
Chi è L’uomo si chiama Manlio Capasso, 50 enne ternano con una lunga serie di precedenti alle spalle. Per incastrarlo, i carabinieri hanno messo in campo i trucchi del mestiere: pedinamenti, appostamenti e anche l’antica arte del travestimento. Alcuni militari, infatti, si sono camuffati da operai per seguirne i movimenti senza dare nell’occhio. Il ladro era solito studiare con cura le vittime, appostandosi anche per un’ora fra le tombe in attesa del momento giusto per entrare in scena. Gli inquirenti ritengono sia proprio lui l’autore di decine di ‘colpi’ messi a segno ai danni di persone, soprattutto anziane, a cui l’uomo avrebbe sottratto borse, portafogli, telefoni cellulari e tutto ciò che gli permetteva di tirare avanti. «Era questo il suo lavoro», hanno spiegato il maggiore Andrea Gavazzi, il luogotenente Angelo Eleuteri e il maresciallo Piero Pacetti.
15 denunce in te mesi Negli ultimi tre mesi ai carabinieri di Terni erano giunte ben 15 denunce per furti perpetrati all’interno del camposanto. Andando indietro nel tempo, il numero degli episodi cresce ancora. «Si tratta di reati particolarmente odiosi perché compiuti in un luogo sacro, contro persone già provate dai lutti e che vorrebbero solo pregare per i propri cari che non ci sono più – ha spiegato il maggiore Gavazzi, comandante della compagnia di Terni -. Più di una volta abbiamo accolto le denunce di donne in lacrime, a cui avevano portato via i soldi ma anche ricordi, foto e documenti». Le fasi dell’arresto sono state seguite da decine di curiosi, presenti in quel momento all’interno del cimitero, che si sono lasciati andare ad un applauso spontaneo quando i militari hanno messo le manette ai polsi del 50 enne. «Segno di quanto la cosa sia sentita fra la gente – ha detto il maresciallo Pacetti -. Ringrazio chi ci ha dato una mano ad incastrarlo. In particolare chi lavora nel cimitero, dipendenti comunali, fiorai e gente comune».
Direttissima L’uomo, dopo l’arresto avvenuto giovedì mattina, è stato processato per direttissima e condannato a sei mesi di reclusione dal giudice Massimo Zanetti. La sospensione condizionale gli ha permesso di lasciare immediatamente il carcere di vocabolo Sabbione. Le indagini ora proseguono per fare luce sulle decine di episodi più o meno recenti: «Il comando di Terni – spiega il maggiore Gavazzi – è a disposizione di tutti coloro che sono stati colpiti da furti e possono darci una mano. Chiunque può contattarci per visionare foto segnaletiche e offrire nuovi elementi utili alle indagini».

