di Re.Te.
Due storie simili, vittime altrettante donne. Picchiate, minacciate, umiliate dai loro compagni. In entrambi i casi solo gli interventi dei carabinieri e del giudice hanno evitato conseguenze peggiori.
L’ex la perseguita Vittima della prima storia è una 30enne di Terni: il suo inferno inizia a marzo, quando decide di lasciare il compagno, un operaio 24enne della provincia di Rieti. Lui non si dà per vinto e inizia a chiamarla e a mandarle messaggi a ripetizione. Poi passa alle vie di fatto: si fa trovare sotto casa, bussa con forza alla porta, urla, la costringe a farlo entrare. E la picchia: schiaffi, pugni, tirate di capelli. Per sottometterla, arriva anche a rubarle vestiti e denaro. Lei, esasperata, per evitare di incrociarlo finisce per passare le notti sul posto di lavoro anziché a casa. Alla fine però non ce la fa più e denuncia tutto. Mercoledì mattina i carabinieri della stazione di Papigno hanno notificato all’uomo il ‘divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima’.
Botte ai familiari Marito e padre violento, tanto da minacciare e picchiare sia la moglie che il figlio di 14 anni. Per motivi banali e spesso sotto l’effetto dell’alcool. Per questo un operaio ternano di 45 anni è stato allontanato da casa in seguito a un provvedimento del tribunale che gli vieta di stabilire qualsiasi contatto con i familiari. In un episodio aveva anche tentato di dare fuoco alla moglie, 50enne, gettandole addosso alcol etilico. Per puro caso, l’accendino non aveva funzionato e la donna era riuscita a scappare. La misura è stata eseguita dai carabinieri della stazione di Terni.
Il commento «Questi episodi – spiegano dal comando provinciale dell’Arma – dimostrano come la pronta e sensibile risposta dei carabinieri alle denunce delle vittime e i successivi approfonditi e celeri accertamenti, hanno permesso in breve tempo all’autorità giudiziaria di perseguire e fermare i due brutali conviventi in modo che le già gravi manifestazioni di violenza non evolvessero in ancora più in drammatici epiloghi».
