La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dai legali difensori e di fatto ha confermato la condanna a 16 anni di reclusione inflitta in primo e secondo grado a Giuliano Marchetti. L’uomo è accusato di aver ucciso con un colpo di fucile l’ex compagna Marianna Vecchione il 23 marzo del 2011, in via Brodolini, nella periferia della città.
La decisione La prima sezione della suprema corte, nel pomeriggio di giovedì, ha così respinto il ricorso contro la condanna presentato dai legali dell’imputato, gli avvocati Francesco e Antonio Mattiangeli. Secondo la linea difensiva quel giorno, il colpo sparato dal fucile e fatale per la donna di 35 anni, sarebbe stato sparato senza volontà e nel contesto di un litigio. Litigio a cui avevano assistito anche i due figli piccoli della coppia.
C’è la parola fine Dopo la decisione della corte Marchetti dovrà scontare la pena in carcere. Al momento infatti di trova al regime degli arresti domiciliari, con i famigliari della donna costituitisi parte civile nel processo. Marchetti, difeso dall’avvocato Massimo Proietti, era stato condannato con rito abbreviato dal gup di Terni nel luglio 2012. La sentenza poi era stata confermata in secondo grado dalla corte d’appello di Perugia nell’ottobre 2013.
