di F.T.
Colpita a freddo, trucidata con una brutalità che non le ha lasciato scampo. Così è morta a 43 anni Giuseppa Corvi, originaria di Lugnano in Teverina, uccisa dal marito Franco Rinaldi (48) lo scorso 14 aprile davanti al portone di casa, all’interno di una palazzina di via del Fringuello. Venerdì mattina, a otto mesi dall’orrendo delitto, l’uomo – detenuto in carcere – comparirà davanti al gip Maurizio Santoloci per essere giudicato con le modalità del rito abbreviato.
OMICIDIO DI BORGO RIVO: LA VICENDA
L’accusa che pende sull’uomo, reo confesso, è pesantissima: omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà con cui è stato compiuto e dal rapporto coniugale con la vittima. Un quadro che il legale difensore di Franco Rinaldi, l’avvocato Marco Angelini, tenterà di attenuare, pur di fronte alle oggettive difficoltà di una ricostruzione – quella degli inquirenti – che non sembra lasciare spazio a molti dubbi.
Franco Rinaldi era stato arrestato pochi minuti dopo il delitto dagli agenti della squadra Volante di Terni, intervenuti nella palazzina in seguito alla telefonata di una vicina. I poliziotti lo avevano intercettato sul terrazzino dell’abitazione, con ancora addosso la tuta da imbianchino che si era infilato prima di salire le scale e uccidere con ripetute martellate e coltellate la moglie da cui si stava separando e che lo aveva già denunciato in passato.
Rito abbreviato Nei mesi scorsi la procura aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato per Rinaldi, seguita dalla richiesta di rito abbreviato avanzata dal suo difensore. La sentenza per quello che è stato tristemente ribattezzato ‘l’omicidio di Borgo Rivo’, potrebbe arrivare già nella giornata di venerdì.
I familiari della povera Giuseppina Corvi, i genitori e i quattro fratelli, si costituiranno parte civile attraverso gli avvocati Andrea Temperanza e Daniele Federici. Lo stesso farà il figlio della coppia, un ragazzo di 16 anni, tramite l’avvocato Francesca Abbati, suo curatore speciale. Le richieste di risarcimento si preannunciano consistenti, in linea con quanto accaduto, anche se nulla potrà lenire lo strazio dei familiari e degli amici: un dolore fin qui sempre composto e dignitoso, ma enorme.
