Un nuovo organo che si occupi della prevenzione delle truffe finanziarie, in particolare quelle rivolte agli anziani e alle persone che hanno poca conoscenza di questo settore. L’accordo per la costituzione del nuovo istituto è stato firmato lunedì mattina in prefettura, con i rappresentanti delle banche e delle forze dell’ordine.
Più dialogo L’obiettivo del patto è arrivare ad un maggiore «dialogo e collaborazione tra prefettura, banche e forze dell’ordine». Del comitato, coordinato dalla prefettura, fanno parte, anche in attuazione di quanto disposto da un protocollo d’intesa nazionale siglato dal ministero dell’Interno e dal presidente dell’Abi, i rappresentanti della commissione regionale Abi Umbria e delle forze dell’ordine. Il prefetto Angela Pagliuca ha sostenuto la costituzione «nella considerazione – si legge in una nota della prefettura – della sua importanza per rispondere adeguatamente ad una crescente domanda di sicurezza proveniente essenzialmente dalla popolazione anziana. L’impegno e il confronto costante con gli interlocutori istituzionali e le forze di polizia contribuiscono a dare risultati importanti nell’azione di contrasto e prevenzione di fenomeni criminali come frodi finanziarie e informatiche, furti e rapine».
Le banche Dello stesso avviso anche il segretario della commissione regionale Abi Umbria, Luciano Proietti, il quale ha affermato che «la costituzione del suddetto organismo è importante in quanto ci ricorda ancora una volta come sia necessario non abbassare la guardia a tutela della sicurezza». Nel corso della riunione sono state tracciate le azioni che il comitato intraprenderà e riguarderanno in particolare: precauzioni da adottare quando si preleva contante o si fanno operazioni allo sportello; suggerimenti e piccoli accorgimenti per usare in sicurezza internet, mobile banking e sportelli automatici; numeri utili e comportamenti da adottare in caso di frode, furto o smarrimento delle carte di pagamento. Il comitato inoltre avrà a disposizione una mappa sempre aggiornata di tutti gli eventuali nuovi fattori di rischio e di tutte le buone pratiche da mettere a sistema nel territorio.
